30 Ott 2019

Motorizzazione e Aci, Rinvio sul documento unico

Slitta ancora l’avvio della sperimentazione del documento unico, prevista inizialmente per l’1 ottobre scorso. Dopo il mini rinvio al 14 ottobre (deciso due settimane fa dal tavolo di coordinamento costituito da ministero delle Infrastrutture e dall’Aci di fronte alla sostanziale indisponibilità dei software che dovranno gestire il complesso dialogo tra l’Archivio nazionale veicoli del ministero dei Trasporti e il Pubblico registro automobilistico gestito dall’Aci), è stato deciso di rimandare tutto di altre quattro settimane.

Si parte l’11 novembre. Salvo ulteriori sorprese, la sperimentazione inizierà l’11 novembre. A quel punto, però, resteranno appena 40 giorni a disposizione, meno della metà rispetto a quelli previsti inizialmente, prima del “big bang” che, a partire dall’1 gennaio, porterà alla scomparsa del Certificato di proprietà e al rilascio di un nuovo modello di Carta di circolazione contenente i dati del proprietario del veicolo e i gravami eventualmente presenti (fermo amministrativo, ipoteca, eccetera).

Si rischia il rinvio a luglio 2020. Sullo sfondo, poi, restano due incognite: la data dell’1 gennaio 2020, stabilita per la partenza del documento unico, e il nodo delle nuove tariffe. Per quanto riguarda il primo aspetto, tra gli addetti ai lavori si teme un possibile rinvio all’1 luglio 2020 nel caso in cui la fase sperimentale non dia i risultati attesi in termini di velocità delle iscrizioni e trascrizioni dei veicoli e, quindi, di rilascio della carta di circolazione, come peraltro sta già accadendo nel test su base volontaria partito l’1 luglio scorso e a cui hanno aderito alcune decine di agenzie di pratiche auto.

Il dubbio sulle tariffe. L’altra incognita è la rimodulazione delle tariffe, prevista dalle legge che istituì il documento unico (dlgs 98/2017): “Per il rilascio e l’aggiornamento della carta di circolazione in sede di prima immatricolazione, di reimmatricolazione o di aggiornamento, è corrisposta una tariffa unica determinata con decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con i ministri dell’Economia e delle Finanze e della Giustizia, da adottare entro il termine perentorio del 30 aprile 2018”. Sono trascorsi quasi 18 mesi da quel termine perentorio e della “tariffa unica” non solo non v’è traccia, ma non si è ancora iniziato a parlare.

Buco per l’erario o maggiori oneri per i cittadini? Certo, in assenza del decreto attuativo, la stessa legge prevede l’invarianza rispetto alla situazione attuale, ovvero la “somma delle due tariffe (10,20 euro per la Motorizzazione e 27 euro per l’Aci, ndr) previste a normativa vigente” e una “imposta di bollo unificata quale somma degli importi delle imposte di bollo (da 16 euro, ndr)”. Insomma, il legislatore è stato previdente, ma non ha tenuto conto che il dimezzamento dei documenti prevederebbe inevitabilmente, senza un ulteriore intervento, anche il dimezzamento delle imposte di bollo.

Cosa cambia per le auto nuove… Vediamo come stanno le cose in due situazioni, l’acquisto di un’auto nuova oppure di una vettura usata. Nel primo caso, attualmente si pagano quattro imposte di bollo da 16 euro, due per la domanda e per il rilascio della carta di circolazione e due per la domanda e per il rilascio del certificato di proprietà. In totale, fanno 64 euro (più 10,20 di tariffa Motorizzazione, più altri 27 euro di tariffa Pra). Con il documento unico, le imposte di bollo si ridurrebbero a due: significa che per mantenere invariato il gettito il legislatore dovrebbe raddoppiarne l’importo a 32 euro.

… e per l’usato. Con l’imposta di bollo a 32 euro, però, ci si troverebbe penalizzati in caso di acquisto di un’auto usata. In questa circostanza, infatti, attualmente si paga un’imposta di bollo da 16 euro per l’aggiornamento della carta di circolazione e due imposte da 16 euro per la domanda e il rilascio del certificato di proprietà. In totale 48 euro. Con il documento unico le imposte scenderebbero a due, per un importo di 64 euro, 16 in più rispetto a ora. Poca cosa, per carità, visto che il grosso del costo di un trapasso è dato dall’Ipt, però contraria allo spirito della legge, la quale recita: “Tale tariffa è determinata in misura comunque non superiore alla somma dell’importo delle due tariffe previste a normativa vigente, tenuto conto dei costi dei servizi”.

Fonte: https://www.quattroruote.it/news/burocrazia/2019/10/08/motorizzazione_e_aci_rinvio_sul_documento_unico.html

Share this
23 Lug 2019

Collaudo: quello che c’è sapere

Schettino Group è una realtà di professionisti in continua espansione, che viene incontro alle esigenze della sua famiglia, quella degli automobilisti. Oggi vogliamo informare i lettori in merito al collaudo, e ricordare che tutti i lunedì, prenotando qualche giorno prima, è possibile effettuarlo presso la nostra sede, così da evitare scoraggianti iter burocratici e attese interminabili presso la Motorizzazione. Approfondiamo l’argomento.

I veicoli a motore ed i loro rimorchi, devono essere sottoposti a visita e prova (collaudo) quando siano apportate una o più modifiche alle caratteristiche costruttive o funzionali (massa, numero di assi, dimensioni…) ovvero ai dispositivi d’equipaggiamento (segnalazione visiva e d’illuminazione, acustici, scarico, pneumatici, freni, ganci di traino, gpl…) oppure sia stato sostituito o modificato il telaio.

Il Codice della strada prevede che i veicoli siano sottoposti a “visita e prova” per:

1. Per l’approvazione di eventuali modifiche apportate alle caratteristiche funzionali o costruttive del veicolo, con conseguente aggiornamento della Carta di circolazione, così come previsto dall’articolo 78 del Codice della Strada.

2. Per accertare l’esistenza dei requisiti di idoneità alla circolazione, necessari per l’immatricolazione, così come previsto dall’articolo 75 del Codice della Strada.

Riguardo quest’ultimo punto, ricorda che è sempre obbligatorio il collaudo per immatricolare i seguenti veicoli:

– veicoli di tipo non omologato;

– veicoli allestiti su autotelai o telai montati per rimorchi o semirimorchi di tipo omologato, privi di carrozzeria;

– veicoli da adibire a servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone (NCC) o servizio di piazza (TAXI);

– veicoli da adibire a servizio di linea per trasporto di persone.

E’ necessario effettuare un collaudo anche in caso di modifiche alle caratteristiche funzionali o costruttive del veicolo. Di seguito sono inoltre riportate le schede per i vari tipi di “collaudi” di aggiornamento della carta di circolazione ai sensi dell’art. 78 del C.d.S.:

– installazione gancio di traino,

– agganciamento del carrello appendice alla motrice,

– misura di pneumatici in alternativa,

– modifica comandi veicolo per conducente diversamente abile

Al momento del collaudo il tecnico deve identificare il veicolo leggendo il numero VIN (Vehicle Identification Number), impresso sul telaio del veicolo stesso quindi è importante che verifichi che il numero di telaio sia ben visibile; per sapere in quale punto del telaio è punzonato puoi fare riferimento al manuale d’uso e manutenzione a corredo dl mezzo

Share this
16 Lug 2019

Il collaudo da noi, senza stress

Lo sapevi che presso la nostra agenzia puoi effettuare ogni lunedi, previa prenotazione, il collaudo del tuo autoveicolo?

Si, proprio cosi. Ti risparmiamo i mesi d’attesa presso la Motorizzazione, la burocrazia e lo stress e pensiamo a tutto noi.

Il collaudo è la “visita e prova” a cui i veicoli devono essere sottoposti secondo le disposizioni del Codice della Strada. In particolare, il collaudo è previsto:

  • per l’approvazione di eventuali modifiche apportate alle caratteristiche funzionali o costruttive del veicolo, con conseguente aggiornamento della Carta di circolazione, così come previsto dall’articolo 78 del Codice della Strada;
  • per accertare l’esistenza dei requisiti di idoneità alla circolazione, necessari per l’immatricolazione, così come previsto dall’articolo 75 del Codice della Strada.

Riguardo quest’ultimo punto, ricorda che è sempre obbligatorio il collaudo per immatricolare i seguenti veicoli:

  • veicoli di tipo non omologato;
  • veicoli allestiti su autotelai o telai montati per rimorchi o semirimorchi di tipo omologato, privi di carrozzeria;
  • veicoli da adibire a servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone (NCC) o servizio di piazza (TAXI);
  • veicoli da adibire a servizio di linea per trasporto di persone.

E’ necessario effettuare un collaudo anche in caso di modifiche alle caratteristiche funzionali o costruttive del veicolo.

Al momento del collaudo il tecnico deve identificare il veicolo leggendo il numero VIN (Vehicle Identification Number), impresso sul telaio del veicolo stesso quindi è importante che verifichi che il numero di telaio sia ben visibile; per sapere in quale punto del telaio è punzonato puoi fare riferimento al manuale d’uso e manutenzione a corredo dl mezzo

Share this
10 Lug 2019

Revisione auto scadenza, ogni quando va fatta

Revisione auto scadenza, il controllo periodico sui veicoli va fatto dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni due

La revisione auto ha una scadenza ben precisa e delle regole temporali da tenere bene in mente. Si tratta di un monitoraggio periodico per verificare ogni volta lo stato del veicolo e l’idoneità a continuare a circolare sulle nostre strade. Con Schettino Group sei nelle mani di professionisti capaci ed efficienti, che amano prendersi cura della tua auto: consulta il nostro sito e scopri quanto è facile prenotare la revisione.

Revisione auto ogni quanto

Su un veicolo nuovo va fatta dopo quattr’anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni due. Ecco cosa dice la legge: “deve essere disposta entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni, la revisione delle autovetture, degli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate e degli autoveicoli per trasporto promiscuo. Dal 2003 tali scadenze si applicano anche per motoveicoli e ciclomotori”.

Ad esempio, se la nostra auto è stata immatricolata il 10 maggio 2019 la prima revisione dovrà essere effettuata entro il 31 maggio 2023 mentre le successive andranno effettuate entro il 31 maggio 2025, il 31 maggio 2027 e così via. Le auto storiche, cioè quelle ultratrentennali o appartenenti ad un registro storico si devono sottoporre a revisione ogni due anni, con le stesse modalità usate per gli altri veicoli.

Per controllare la scadenza della revisione verificate il tagliando che si trova dietro al Libretto Carta di Circolazione. Oppure on line sul Portale dell’Automobilista. Se scopriamo di avere la revisione scaduta la dobbiamo fare entro l’ultimo giorno del mese in cui la revisione è stata effettuata.

Le revisioni si possono fare in più di 5.000 officine autorizzate oppure in tutti gli uffici della Motorizzazione Civile.

Revisione auto scadenza, eccezioni

La regola generale sulla scadenza delle revisioni auto presenta delle eccezzioni ben precise. Alcuni veicoli per legge devono essere revisionati annualmente, ovvero quelli destinati al trasporto di persone con numero di posti superiore a nove compreso quello del conducente.

Poi ancora gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, dei rimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, dei taxi, delle autoambulanze, dei veicoli adibiti a noleggio con conducente e dei veicoli atipici.

Certificato o tagliando di revisione

Dopo aver fatto la revisione le officine sono tenute a rilasciare un certificato che attesta il controllo. Su questo documento ci sono due tipi di informazioni: dati identificativi dell’auto (o della moto) e informazioni sull’esito del controllo. Di seguito tutti i dati sul certificato di revisione auto

  • la targa di immatricolazione del veicolo;
  • il numero di telaio;
  • la categoria del mezzo;
  • il chilometraggio registrato al momento del controllo;
  • la data e il luogo della revisione;
  • la denominazione del centro che ha svolto la revisione;
  • l’esito del controllo;
  • la data del controllo successivo o la data di scadenza del certificato attuale.

Fonte: https://www.newsauto.it/notizie/revisione-auto-scadenza-ogni-quando-va-fatta-2019-208229/

Share this
10 Lug 2019

RC auto: tariffe scese del 20% in cinque anni, l’annuncio dell’IVASS

Relazione del nuovo presidente IVASS sulla RC auto: le tariffe sono scese di quasi il 20% in cinque anni, ma sta emergendo un problema inaspettato con la scatola nera.

Schettino Group ama informare costantemente i propri lettori/automobilisti in merito alle notizie del mondo automobilistico. L’argomento centrale in questo periodo concerne le tariffe assicurative RCA. In Italia si paga sempre tanto di RC auto ma le tariffe sono comunque scese di quasi il 20% in cinque anni, anche se non tutti sono d’accordo (ne parleremo alla fine). Trend positivo anche per quanto riguarda le differenze territoriali: dal 2013 al 2018 sembra essersi infatti ridotto il differenziale dei premi sul territorio tra la provincia più cara e quella più economica. Resta però il margine a favore dei maggiori competitor europei, dove l’assicurazione auto continua a costare decisamente meno.

RC AUTO, TARIFFE IN RIBASSO GRAZIE A NUOVE NORME E INNOVAZIONE TECNOLOGICA

I numeri sono stati snocciolati dal nuovo presidente dell’IVASS, Fabio Panetta, nel corso della relazione annuale sull’attività svolta dall’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni. Soffermandosi in particolare sul mercato della RC auto in Italia, Panetta ha ricordato che le coperture della responsabilità civile auto rappresentano, vista la loro obbligatorietà, il settore a più diffuso impatto sui cittadini e un impegno costante per l’IVASS. “Le misure intraprese a livello normativo”, ha spiegato il neo presidente, “unitamente al diffuso utilizzo dell’innovazione tecnologica, hanno reso possibile un progressivo contenimento dei costi del sistema e il rafforzamento dei meccanismi concorrenziali, con effetti positivi sui prezzi per gli assicurati”.

TARIFFE RC AUTO IN ITALIA: DA 515 A 415 EURO IN 5 ANNI

Più dettagliatamente, secondo i dati IVASS il premio medio delle tariffe RC auto è diminuito del 19,5% in cinque anni, passando dai 515 euro di fine 2013 ai 415 euro di dicembre 2018. Come anticipavamo, si è ridotta anche la distanza dei prezzi tra la provincia a più alto costo (Napoli) e quella storicamente a costo più basso (Aosta): la differenza è scesa da 380 a 237 euro, un miglioramento che a nostro parere non è ancora sufficiente. Così come risulta inaccettabile il divario a livello internazionale: nel 2018 il premio medio netto in Italia è risultato di nuovo superiore a quello di Francia, Germania e Spagna, seppur con un‘evidente riduzione del gap, da 202 euro nel 2012 a 97 euro nel 2018.

RC AUTO: LA SCATOLA NERA FA DIMINUIRE LE TARIFFE MA FRENA LA CONCORRENZA

La scatola nera continua a piacere agli assicurati italiani. A fine 2018 era presente nel 22,2 % dei contratti, con valori significativamente più elevati nelle province più esposte al rischio di frode. Il suo utilizzo ha certamente contribuito alla riduzione dei prezzi delle polizze RC auto, tuttavia sta emergendo che i clienti con scatola nera sono meno propensi a cambiare compagnia. Conseguenza non troppo positiva, come ha ricordato lo stesso presidente Panetta: “È essenziale il completamento della disciplina sulla portabilità delle scatole nere per evitare che la loro diffusione porti con sé effetti indesiderati sul grado di concorrenza del mercato”.

PREZZI RC AUTO SCESI? LA FEDERCONSUMATORI NON È CONVINTA

Ma tutto questo diminuire di tariffe, forbici e differenze è davvero reale? È la domanda che si è posta Federconsumatori, secondo il cui Osservatorio, che da oltre 10 anni rileva annualmente i costi delle polizze RC autonelle principali città italiane, dal 2013 al 2018 l’importo annuale sarebbe in realtà aumentato di 132,75 euro (+23,3%), con una differenza tra province del nord e province del sud del 53%. Insomma, la solita ‘guerra di cifre’ che vede vincere tutti tranne i cittadini.

Fonte: https://www.sicurauto.it/news/attualita-e-curiosita/rc-auto-tariffe-scese-del-20-in-cinque-anni-lannuncio-dellivass/?intcmp=motori-assicurazioni-costi

Share this
10 Lug 2019

PERCHÉ È NECESSARIO PAGARE IL BOLLO DELL’AUTO

La tassa di circolazione dei veicoli

Spesso il bollo dell’auto è considerata un’incombenza secondaria, soprattutto rispetto ad assicurazione e revisione ad esempio. Il bollo dell’auto nello specifico è un’imposta indiretta regionale che deve essere pagata annualmente dai possessori di un’automobile iscritta al P.R.A. – Pubblico Registro Automobilistico.

Si tratta di una tassa da corrispondere in ogni caso, ovvero sia se il mezzo è in uso ma anche se è fermo ed inutilizzato.

In quali sanzioni si possono incorrere in caso di ritardo

Il bollo dell’auto, come anticipato, deve essere pagato annualmente ed entro il mese successivo a quello di scadenza; se quindi il bollo scade a luglio, è possibile pagare senza incorrere in sanzioni, entro la fine di agosto. Sanzioni che variano a seconda del ritardo nel pagamento.

Se hai superato l’anno di ritardo puoi ricevere un avviso di accertamento dalla regione, che se inadempiuto può avere conseguenze piuttosto pesanti, come il fermo amministrativo, ovvero il blocco del veicolo.
Se la regione non notifica la richiesta di pagamento entro 3 anni dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa regionale deve essere corrisposta, allora cadrà in prescrizione e non sarà necessario pagare; ma non è il caso di correre il rischio, viste le conseguenze onerose.

Mettiti subito in regola con il bollo auto: passa in agenzia!

Per evitare di incorrere in multe e sanzioni e per vivere tranquillamente, senza pensieri di scadenze ed incombenze burocratiche, puoi rivolgerti a noi di Scettino Group: professionisti del settore che si occupano del mondo automobilistico a 360°, dalla consulenza automobilistica alla revisione; dal conseguimento della patente alla riparazione.

Vieni a trovarci nelle nostre agenzie, in breve tempo possiamo verificare la registrazione del mezzo ed eseguire il pagamento del bollo. Desideri ricevere maggiori informazioni su questo o su altri servizi che offriamo da Schettino Group?
Mettiti subito in contatto con noi! Non esitare a contattarci, siamo al tuo servizio

Fonte: https://www.agenziabordignon.com/perche-e-necessario-pagare-il-bollo-dellauto/

Share this
06 Giu 2019

Scatola nera e regolatori di velocità obbligatori dal 2022

Con Schettino Group puoi sempre tenerti aggiornato in merito alle novità concernenti il mondo automobilistico. Gli argomenti che tratteremo in questo articolo sono: scatola nera, regolatori di velocità, frenata automatica e blocco motore per chi guida dopo aver bevuto. Questi gli obblighi previsti a partire dal 2022 in Europa. Vediamoli in dettaglio.

Raggiunto l’accordo in Europa per rendere obbligatoria una serie di dispositivi di sicurezza auto: dalla scatola nera ai rilevatori di velocità, passando per il blocco motore per chi guida dopo aver bevuto.

Dispositivi di sicurezza obbligatori dal 2022

Dopo anni di discussioni, il Parlamento europeo e la Commissione degli Stati membri hanno trovato l’accordo sul pacchetto di dotazioni di sicurezza obbligatorie per i veicoli a motore:

  • scatola nera;
  • rilevatori di velocità;
  • frenata automatica;
  • blocco motore per chi guida dopo aver bevuto alcolici.

Obblighi che partiranno dal 2022 per auto, furgoni e mezzi pesanti di nuova immatricolazione (in sostanza le dotazioni non saranno più opzionali), e dal 2024 diventeranno obbligatori per tutti i veicoli in circolazione (dunque bisognerà adeguare alla normativa anche i mezzi immatricolati prima del 2022).

L’accordo c’è ma l’approvazione definitiva potrebbe slittare a settembre 2019. E poi sarà comunque necessario il recepimento della direttiva da parte dei singoli Stati. In attesa di capire se effettivamente entreranno in vigore nei tempi prestabiliti, vediamo nel dettaglio i vari dispositivi di sicurezza auto.

Scatola nera auto

La scatola nera non sarà più una scelta fatta, soprattutto per motivi di convenienza, legata all’assicurazione auto. Diventerà un dispositivo di serie per le nuove immatricolazioni dal 2022 e obbligatorio per le altre vetture a partire dal 2024. La scatola nera è un dispositivo elettronico in grado di dialogare in tempo reale con la centralina di bordo e di raccogliere e conservare dati in forma aggregata.

Regolatori di velocità auto

L’ISA, Intelligent Speed Assistant, già in dotazione oggi su alcuni veicoli, è in grado di conoscere i limiti di velocità del tratto stradale o autostradale che si sta attraversando, mediante telecamera installata sulla vettura o mappe del navigatore. Una volta superato il limite, il veicolo riporta autonomamente la marcia sotto il limite (ma l’automobilista è comunque in grado di premere sull’acceleratore, ignorando il sistema automatico).

Frenata automatica auto

I dispositivi di frenata automatica dovranno essere molto sofisticati, dal momento che dovranno rilevare anche la presenza di pedoni e ciclisti. Soggetti che l’UE ritiene si debbano proteggere, dal momento che i dati sulla mortalità per incidente stradale di chi circola a piedi e su due ruote, non risultano ridursi significativamente negli anni.

Blocco motore per chi guida in stato di ebbrezza

Infine l’accordo europeo impone l’installazione obbligatoria dell’alcolock. Un dispositivo che impone al conducente di eseguire un alcol test prima di poter accedere all’avviamento del motore. Questo dispositivo però riguarderà soltanto i soggetti già sanzionati nel passato per guida in stato d’ebbrezza e dunque non tutti i veicoli.

Al momento però non sono ancora stati individuati metodi e dispositivi che inibiscano la possibilità di aggirare il test, banalmente facendo soffiare una persona sobria al posto di chi, in stato di ebbrezza, decide di mettersi comunque alla guida.

Quanto ci costeranno le nuove auto?

Secondo Etsc (il Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti) i nuovi obblighi sono il provvedimento più importante inerente la sicurezza stradale dopo l’introduzione obbligatoria della cintura di sicurezza e il primo standard per i crash test. Tante novità hanno anche un costo. Tutti i dispositivi menzionati non sono banali e avranno sicuramente un impatto nel costo dell’autovettura. La speranza è che si interverrà con degli incentivi.

Fonte: https://www.6sicuro.it/sicurezza/scatola-nera-auto-regolatori-velocita-obbligatori

Share this
06 Giu 2019

Documenti da tenere in auto o in moto

Quali sono i documenti da tenere in auto o in moto?

Schettino group ricorda agli automobilisti quali sono i documenti da tenere in auto o in moto. Quando si circola sulle strade pubbliche con la propria auto o moto bisogna ricordare di portare con sé tutti i documenti indispensabili da presentare in caso di controllo. Questi sono:

– il certificato di assicurazione

– la patente di guida

– il libretto di circolazione.

Per il certificato di assicurazione, l’obbligatorietà è imposta dal Codice della Strada (articolo 180 comma 1), che in caso di violazione porta all’applicazione da parte delle Forze dell’Ordine di una sanzione amministrativa compresa tra i 41 e i 168 euro (per i soli ciclomotori si va dai 25 ai 99 euro). Tuttavia, una circolare del Ministero dell’Interno del 2016 viene in soccorso di chi dimentica a casa il documento cartaceo: il certificato potrà infatti essere esibito agli agenti in formato digitale sullo smartphone o tramite stampa dello stesso formato online.

Chi invece viaggia con il proprio veicolo senza essere assicurato rischia una sanzione molto più pesante, che varia da un minimo di 849 euro a un massimo di 3.396 euro (oltre al sequestro del mezzo finalizzato alla confisca).

La circolazione senza patente o libretto porta all’applicazione della stessa sanzione vista per il certificato di assicurazione. Si può viaggiare sprovvisti di documenti solo in caso di smarrimento o furto e conseguente rilascio da parte delle Forze dell’Ordine del permesso provvisorio di guida o di circolazione, validi fino alla consegna dei nuovi attestati, che possono essere ricevuti dall’UCO (Ufficio Centrale Operativo) di Roma direttamente presso il proprio domicilio oppure richiesti dal guidatore presso la Motorizzazione Civile.

In calo i guidatori che non si assicurano

Gli ultimi dati dell’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicurative) dicono che in Italia circolano 2,8 milioni di auto sprovviste di una regolare copertura. In totale rappresentano il 6,3% delle vetture totali, con il picco più alto che si raggiunge nel Sud Italia, circa il 10%.

È importante però far notare che c’è stata una diminuzione dell’evasione, visto che nel 2015 le vetture sfioravano i 3,5 milioni, un effetto secondo l’Associazione delle Assicurazioni da attribuire all’entrata in vigore della dematerializzazione dei documenti assicurativi. In particolare, l’introduzione del nuovo tagliando elettronico, con conseguente abolizione del talloncino giallo sul parabrezza, ha costituito un incentivo ad assicurarsi per via degli accertamenti automatici eseguiti dalle Forze di Polizia, che possono verificare la regolarità della polizza in tempo reale tramite l’accesso all’archivio informatico sulle coperture.

Il fenomeno dell’evasione può danneggiare anche gli automobilisti virtuosi. Il guidatore coinvolto in un incidente causato da un mezzo non assicurato potrebbe avere problemi nell’ottenere il giusto risarcimento, visto che il Fondo di Garanzia non è sempre sufficiente a soddisfare tutte le richieste. Il Fondo è uno strumento che copre sia i danneggiamenti alla persona che quelli materiali e viene alimentato da chi paga il premio RC Auto tramite un contributo obbligatorio pari al 2,5% del premio stesso.

Fonte: https://assicurazioni.segugio.it/news-assicurazioni/quali-sono-i-documenti-da-tenere-in-auto-o-in-moto-00022486.html

Share this
09 Mag 2019

Certificato revisione auto: tutte le novità

La revisione è sempre un argomento centrale per ogni automobilista. Cosa cambia con il Certificato Revisione auto? Facciamo chiarezza sulle ultime news che riguardano gli utenti, ricordandovi che potete affidarvi sempre all’esperienza e alla disponibilità di Schettino Group.

Il Certificato di revisione auto entra ufficialmente in vigore, ma né operatori né utenti sembrano essere adeguatamente informati su questo certificato. E’ obbligatorio stamparlo? Bisogna darlo al cliente? E poi Cosa succede se il cliente perde o dimentica il Certificato di Revisione in officina? Abbiamo voluto chiarire queste altre curiosità con l’aiuto di Vincenzo Ciliberti, delegato ai rapporti istituzionali di Anara-Confartigianato. Ecco cosa cambia realmente con il Certificato di Revisione, cosa resta immutato e cosa renderebbe più utile un documento voluto da una direttiva europea.

IL CERTIFICATO DI REVISIONE E’ OBBLIGATORIO?

Bisogna stampare e consegnare il Certificato di revisione auto ai clienti? Come ci spiega Ciliberti, la norma è inequivocabile. A decorrere da oggi bisogna consegnare al cliente-utente la stampa che riporta Telaio, numero di targa, chilometri percorsi e scadenza della prossima revisione. Il problema invece nasce da quello che la norma non chiarisce. Alla domanda spontanea del cliente “Cosa devo farci con questo?” non c’è una risposta che l’operatore possa dare e non per sua negligenza. Il decreto ministeriale ha introdotto l’obbligo voluto da una direttiva EU, ma lasciando a metà un provvedimento che così com’è ha una sua utilità relativa. Gli Ispettori tecnici e i Centri di revisione sono ancora in attesa di chiarimenti dal Ministero su quello che devono rispondere ai clienti.

A CHE SERVE IL CERTIFICATO?

Perché da un lato il Ministero non ha definito le funzioni e gli impieghi del Certificato di Revisione (va conservato, esibito ai controlli, mostrato alla successiva revisione?). Dall’altro i contenuti del Certificato di Revisione stabiliti dal Decreto Ministeriale 214/2017, in vigore dal 20 maggio 2018, sono lontani da quelli che vorrebbe la direttiva EU. Si può dire allora in tutta onestà agli automobilisti che il Certificato di Revisione non serve praticamente a niente? Ni. Soprattutto se la percezione che hanno gli automobilisti dall’assenza di linee guida chiare li porta a lasciare tranquillamente il Certificato sulla scrivania del Centro revisioni. La soluzione? E’ nei contenuti, come ci spiega Ciliberti. “Di fronte alle domande legittime dei clienti, l’Ispettore del Centro di revisione è tenuto a dare dei chiarimenti su quella che sembrerebbe una semplice stampa”. Spiega Ciliberti “al di là del pezzo di carta e dell’inchiostro è un costo che grava sull’azienda”.

LE ANOMALIE LIEVI DIMENTICATE

Affinché questo costo possa avere un senso e una sua finalità nel miglioramento della sicurezza stradale però “bisogna riempirlo di contenuti utili anche all’utente- automobilista”. Rispetto agli altri Paesi europei il nostro Certificato di Revisione infatti ripete solamente le informazioni che si trovano già sul talloncino adesivo attaccato al libretto. Mentre la vera differenza potrebbe farla riportare sul certificato le anomalie “veniali” per le quali l’auto supera a denti stretti la revisione. “Qualche esempio sono gli pneumatici che a 2 millimetri di battistrada superano la revisione, ma sono prossimi al limite di 1,6mm previsto dal CdS” continua Ciliberti. Riportare queste informazioni nel Certificato di Revisione lo renderebbe davvero utile anche a tenere traccia di quello che andrebbe riparato per rendere l’auto sicura ed efficiente al di là della revisione.

LA REVISIONE AUTO BUROCRATICA

Qualcosa che gli Ispettori con senso del dovere fanno già informando verbalmente i clienti se si accorgono che qualcosa richiede una messa a punto. Ma il Certificato sembra andare nella direzione opposta: più carta da gestire e da smaltire, rendendo la revisione auto più burocratica e meno tecnica. Ciliberti non usa mezze parole per spiegare le criticità che affrontano i Centri di revisione auto. Criticità che maturano dopo anni di adeguamenti richiesti ai Centri Prove dal Ministero. Il più recente è il NET2 che ha richiesto investimenti da 4-5 mila euro fino a 30-40 mila euro con lo scopo di contrastare le finte revisioni. Ma che “ha introdotto tempi morti nella procedura che si potrebbero impiegare per operazioni più tecniche e meno amministrative”.

I CONSIGLI APPREZZATI DA POCHI AUTOMOBILISTI

“La prova dei fari è uno dei controlli più importanti cui prestiamo attenzione e nell’80% dei casi i fari funzionano male a causa della lampadina montata male dal cliente.” Continua Ciliberti “Così come ispezionare il sottoscocca ha permesso recentemente di rilevare una pericolosa perdita di benzina”. Controlli tecnici e obbligatori previsti dall’articolo 80 del CdS che vengono sempre di più eclissati da procedure amministrative in luogo di una più utile finalità tecnica. Un’auto può superare anche la prova freni con le pastiglie usurate. Ma un controllo del sottoscocca a tubazioni, mozzi e dischi permette di informare il cliente sul reale stato di usura dell’auto. Osservazioni e anomali lievi che per ora solo gli automobilisti più attenti alla sicurezza di guida sembrano apprezzare quando informati a voce dall’Ispettore. Ecco cosa potrebbe rendere davvero utile il Certificato di Revisione auto obbligatorio.

Fonte:
https://www.sicurauto.it/news/codice-della-strada/certificato-revisione-auto-va-stampato-e-dato-al-cliente/

Share this
06 Mag 2019

Il passaggio di proprietà

Una rapida guida, con l’aiuto di ACI, per scoprire come fare per ottenere il certificato di proprietà.

Quando si acquista un veicolo usato si deve autenticare la firma del venditore sull’atto di vendita e entro sessanta giorni dall’autentica bisogna registrare il passaggio di proprietà all’unità territoriale ACI – Pubblico Registro Automobilistico (PRA), che rilascerà il certificato di proprietà digitale – CDPD – aggiornato, e richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile (UMC).

La mancata richiesta di aggiornamento del CDPD e della carta di circolazione determina l’applicazione, in caso di controllo su strada, di sanzioni monetarie oltre al ritiro della carta di circolazione ai sensi dell’art. 94 del Codice della Strada.

Se si autentica la firma del venditore sull’atto di vendita allo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA) del PRA oppure della Motorizzazione Civile, è obbligatorio subito dopo aver autenticato la firma richiedere la registrazione del passaggio di proprietà. La contestualità dell’autentica della firma e della richiesta del passaggio di proprietà (cioè la loro esecuzione successiva ed immediata) garantisce la certezza giuridica dell’aggiornamento dell’archivio del PRA con i dati del nuovo proprietario del veicolo.

In ognuno dei casi di seguito elencati è necessario richiedere la registrazione del passaggio di proprietà e l’aggiornamento del certificato di proprietà (CdP) all’Unità Territoriale ACI – Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e l’aggiornamento della carta di circolazione all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile (UMC).
Entrambe le richieste devono essere fatte entro sessanta giorni dalla data di autentica della firma sull’atto di vendita.

Elenco dei casi:

  • ci sono più di dieci acquirenti
  • il veicolo è privo del certificato di proprietà (CdP) e si possiede il foglio complementare
  • si vuole richiedere l’annotazione dell’usufrutto
  • si vuole registrare il passaggio di proprietà con connessa variazione d’uso o delle caratteristiche tecniche del veicolo
  • si vuole registrare il passaggio di proprietà a tutela del venditore
  • il veicolo richiede all’intestatario il possesso di un titolo autorizzativo o l’iscrizione in appositi albi, compresa l’ipotesi di noleggio senza conducente; oppure in caso di veicolo che necessiti di collaudo o di rilascio di certificato di autorizzazione (es. taxi, autocarri per trasporto in conto terzi)
  • si vogliono presentare richieste relative a veicoli di cui, allo stato attuale, non è ancora stato possibile abbinare i codici tecnici ACI e DTT (es. tutti i veicoli con codice carrozzeria “ZZ” e “Z0”)
  • si vogliono presentare richieste relative a variazioni/fusioni societarie
  • registrazione del passaggio di proprietà ai sensi dell’art. 2688 del Codice Civile (acquisto da proprietario non intestatario)

fonte:
http://www.aci.it/i-servizi/guide-utili/guida-pratiche-auto/passaggio-di-proprieta/in-tutti-gli-altri-casi.html

Share this

© 2017 AS Group. Realizzato da Done Studio. All rights reserved<br> Comunicazione a cura di Medina

Click Me