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08 Gen 2020

Guida al Codice della strada 2020

Tutte le novità in vigore nel nuovo anno.

Il Codice della Strada deve sempre essere al passo coi tempi per potersi adattare alle mutevoli esigenze degli automobilisti. 408 articoli, di cui 19 appendici, che regolano la guida dei veicoli, la gestione delle strade, il corretto comportamento da mantenere al volante, nonché gli illeciti, le sanzioni e i provvedimenti amministrativi in caso di infrazioni.

Il Governo si è rimesso a lavoro per ultimare le modifiche che andranno a costituire il Nuovo Codice della Strada. Tra le principali novità troviamo:

  1. I maggiorenni potranno circolare con i ciclomotori 125 in autostrada;
  2. Chi verrà sorpreso alla guida con il cellulare in mano rischia la sospensione della patente da 7 a 30 giorni (da uno a tre mesi nel caso di infrazione recidiva), e una multa da 422 a 1.697 euro;
  3. Per la prima volta saranno «normati» monopattini, skate e hoverboard, e le moto elettriche potranno andare in autostrada;
  4. Confermata l’abolizione della tassa di possesso per i veicoli storici;
  5. Confermata la cancellazione dell’obbligo degli anabbaglianti di giorno per le auto fuori dai centri abitati;
  6. Sanzioni raddoppiate per chi guida una vettura senza assicurazione;
  7. Il collaudo per i veicoli a cui si agganciano carrelli non sarà più necessario. Per questi sarebbe sufficiente il solo certificato della casa costruttrice;
  8. Possibilità d’immatricolare piccoli trattori da parte di privati, senza partita IVA, purché il mezzo non superi le 6 tonnellate.

Art 117 CdS: Limitazioni nella guida

Le seguenti limitazioni sono riferite principalmente ai neopatentati. Per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria A2, A, B1 e B non e’ consentito il superamento della velocita’ di 100 km/h per le autostrade e di 90 km/h per le strade extraurbane principali. Inoltre, ai titolari di patente di guida di categoria B, il primo anno dal rilascio non è consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kW/t. Per saperene di più vi consigliamo di prendere visione delle regole per neopatentati per capire quali auto possono guidare i neopatentati.

Notifica via PEC

Una delle innovazioni presenti nel nuovo Codice della Strada 2020 riguarda la possibilità di notifica della multa tramite posta elettronica certificata. Il conducente che sia in possesso di un indirizzo PEC si vedrà notificato il verbale di contestazione, direttamente per via telematica.

La data di notifica sarà quella in cui verrà generata la ricevuta di avvenuta consegna, completa del messaggio. La notifica, quindi, si perfeziona in questo momento, anche se l’automobilista non l’ha visualizzata o aperta.

Questo aspetto è di fondamentale importanza in caso di proposizione del ricorso avverso il verbale di contestazione, per evitare che i termini decorrano rendendo impossibile l’impugnazione della multa.

Obbligo di Alt sui rettilinei

Altra novità inserita nel Codice della Strada aggiornato riguarda l’obbligo per la polizia stradale di intimare l’Alt alla vettura che percorre una strada a velocità elevata, qualora l’infrazione si verifichi su un rettilineo.

Questa innovazione è stata introdotta a seguito dell’ordinanza numero 27771 della Corte di Cassazione.

Qualora la polizia stradale non dovesse intimare l’Alt al veicolo, dovrà specificare il motivo in maniera esaustiva, fornendo anche le motivazioni che dovranno essere allegate al verbale di contestazione.

Assistenza legale in caso di alcol test

Un ulteriore modifica presente nel Codice della Strada riguarda la presenza di un legale quando si viene sottoposti ad alcol test.

La sentenza della Corte di Cassazione n. 51284/2017 dispone che la comunicazione della possibilità di assistenza legale non è necessaria quando si esegue l’alcol test, unitamente ad altri esami del sangue per prestare soccorso ad un soggetto ferito in seguito ad incidente, mentre questa assistenza è necessaria quando l’alcol test venga richiesto dalla polizia giudiziaria.

Abuso d’ufficio

Può capitare di trovare un agente che, dopo aver imposto l’Alt all’automobilista, riscontrando una infrazione non grave, lo faccia poi procedere raccomandando di utilizzare maggiore prudenza.

In passato questi casi potevano comportare un’indagine per abuso d’ufficio nei confronti dell’agente perché con il suo comportamento avrebbe generato un vantaggio patrimoniale nei confronti dell’automobilista, mentre a seguito della sentenza della Cassazione dell’11/10/2017 n° 46788 questa omissione non è configurabile come abuso d’ufficio.

Eliminato obbligo di patente e libretto:

Con le nuove linee guida del CdS 2019, viene eliminato l’obbligo di dover presentare patente e libretto durante un classico controllo. Questo perché d’ora in poi i controlli verranno fatti direttamente via telematica.

Nuovo codice della Strada 2020 ciclisti

Anche i ciclisti vengono inclusi nel Nuovo Codice della Strada 2020:

  • Partiamo dai bambini che saranno obbligati ad avere il casco fino ai 12 anni;
  • I comuni, oltre a poter predisporre le strisce di arresto per i ciclisti davanti a stop e semafori, potranno anche consentire la circolazione degli stessi su corsie preferenziali.

Nuove classi di merito per privati ed aziende

Ulteriore innovazione prevista nel nuovo Codice della Strada riguarda le novità relative alle classi di merito per privati ed aziende.

L’Istituto per la Vigilanza sulla Assicurazioni dovrà stilare un documento con la rilevazione della storia assicurativa e l’assegnazione della classe di CU, anche per le annualità coperte da contratti stipulati con formula a franchigia ed a tariffa fissa, e queste indicazioni verranno applicate anche per le polizze temporanee.

Per le aziende, in caso di mutamento della titolarità del veicolo che comporti il passaggio da una società ad un socio, la classe di CU maturata sul veicolo, viene riconosciuta al nuovo proprietario, anche in caso di sostituzione dell’auto. Sarà inoltre consentito il trasferimento di proprietà di un veicolo tra persone coniugate, o unite civilmente, mentre in precedenza questa possibilità era concessa solamente ai coniugi in comunione di beni.

Qualora il veicolo venisse rubato, il proprietario può conservare la classe di merito attiva prima della perdita di possesso, anche nel caso in cui questo venga ritrovato successivamente. Tale ipotesi si applica anche in caso di mancata vendita.

In caso di auto acquistata in leasing o con noleggio a lungo termine, l’utilizzatore si vedrà riconosciuta la classe di merito anche nell’ipotesi in cui non dovesse riscattare l’auto ed acquistare una vettura nuova.

Nel caso di veicolo intestato a soggetto portatore di handicap, la classe di CU maturata sul veicolo è riconosciuta anche per veicoli acquistati da coloro che hanno abitualmente condotto il veicolo stesso, come ad esempio il coniuge o un familiare.

Fonte: https://www.automobile.it/magazine/burocrazia/nuovo-codice-strada-6729

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16 Lug 2019

Il collaudo da noi, senza stress

Lo sapevi che presso la nostra agenzia puoi effettuare ogni lunedi, previa prenotazione, il collaudo del tuo autoveicolo?

Si, proprio cosi. Ti risparmiamo i mesi d’attesa presso la Motorizzazione, la burocrazia e lo stress e pensiamo a tutto noi.

Il collaudo è la “visita e prova” a cui i veicoli devono essere sottoposti secondo le disposizioni del Codice della Strada. In particolare, il collaudo è previsto:

  • per l’approvazione di eventuali modifiche apportate alle caratteristiche funzionali o costruttive del veicolo, con conseguente aggiornamento della Carta di circolazione, così come previsto dall’articolo 78 del Codice della Strada;
  • per accertare l’esistenza dei requisiti di idoneità alla circolazione, necessari per l’immatricolazione, così come previsto dall’articolo 75 del Codice della Strada.

Riguardo quest’ultimo punto, ricorda che è sempre obbligatorio il collaudo per immatricolare i seguenti veicoli:

  • veicoli di tipo non omologato;
  • veicoli allestiti su autotelai o telai montati per rimorchi o semirimorchi di tipo omologato, privi di carrozzeria;
  • veicoli da adibire a servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone (NCC) o servizio di piazza (TAXI);
  • veicoli da adibire a servizio di linea per trasporto di persone.

E’ necessario effettuare un collaudo anche in caso di modifiche alle caratteristiche funzionali o costruttive del veicolo.

Al momento del collaudo il tecnico deve identificare il veicolo leggendo il numero VIN (Vehicle Identification Number), impresso sul telaio del veicolo stesso quindi è importante che verifichi che il numero di telaio sia ben visibile; per sapere in quale punto del telaio è punzonato puoi fare riferimento al manuale d’uso e manutenzione a corredo dl mezzo

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08 Apr 2019

Arrivano gli ecobonus, registrato il decreto

Dopo 95 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio, 36 giorni dopo l’avvio teorico dell’iniziativa, il decreto del ministero dello Sviluppo economico che disciplina l’erogazione dell’ecobonus è stato registrato alla Corte dei conti. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (che dovrebbe avvenire domani), i bonus, a partire da lunedì, potranno finalmente essere prenotati dai concessionari tramite un apposito sito, operazione indispensabile visto che la dotazione di fondi per il 2019 è limitata a 60 milioni di euro (che saliranno a 70 negli anni 2020 e 2021). L’auto ordinata dovrà essere immatricolata entro sei mesi dalla prenotazione, pena la perdita dell’incentivo.

Fino a 4 mila euro. Ricordiamo che possono ottenere il beneficio tutte le persone, fisiche o giuridiche, che nel periodo compreso tra l’1 marzo 2019 e il 31 dicembre 2021 acquisteranno, anche in leasing, e immatricoleranno (devono verificarsi entrambe le condizioni) una macchina nuova con emissioni di anidride carbonica fino a 70 g/km e prezzo di listino fino a 50.000 euro + Iva. Il dato sulla CO2 preso in considerazione dalla norma sarà, fino al 31 dicembre 2020, quello basato sul ciclo Nedc (diretto o correlato nel caso in cui la vettura sia omologata sulla base del nuovo ciclo Wltp), lo stesso che sarà poi riportato sulla carta di circolazione alla riga V.7. La legge prevede due scaglioni:

– fino a 20 g/km (in pratica solo le auto elettriche), a cui sarà concesso un incentivo di 4.000 euro
– 21-70 g/km, che potranno avere una riduzione di prezzo di 1.500 euro.

Con la rottamazione si può salire a 6 mila. Se l’acquisto sarà accompagnato dalla rottamazione di una vecchia Euro 1, 2, 3, 4 (ma, attenzione, non una Euro 0) il bonus salirà, rispettivamente, a 6.000 e 2.500 euro. L’auto da rottamare dovrà essere intestata alla persona che si intesterà la macchina nuova oppure a un suo familiare convivente da almeno 12 mesi (bisognerà presentare al concessionario lo stato di famiglia).

Il bonus non sostituisce lo sconto. 
Il bonus sarà erogato sotto forma di riduzione di prezzo da parte del concessionario (al dealer sarà rimborsato dalla Casa che a sua volta lo recupererà come credito d’imposta) e si aggiungerà al normale sconto praticato sulle auto nuove (le due voci dovranno essere separate e distinte sul contratto).

Fondi limitati. Come accennato, i fondi sono limitati a 60 milioni di euro per il 2019. All’esaurimento di tale cifra, ovviamente, l’incentivo non sarà più disponibile. Per evitare forme di accaparramento e diluire le risorse durante tutto l’anno, i primi 20 milioni di euro saranno disponibili per 120 giorni a partire dall’8 aprile. I rimanenti 40 saranno messi successivamente a disposizione in una o più tranche con decreto del ministero dello Sviluppo economico. Nel caso in cui alla fine di un periodo le risorse non fossero state interamente consumate, saranno automaticamente trasferite al periodo successivo.

Fonte:
https://www.quattroruote.it/news/burocrazia/2019/04/05/incentivi_ecobonus_finalmente_si_parte.html

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28 Mar 2019

Carta di qualificazione del conducente. Ecco come ottenerla.

La carta di qualificazione del conducente (in sigla CQC) è un titolo abilitativo, attestante le capacità professionali di quei soggetti già in possesso di una patente di guida di categoria superiore (C/C+E, D/D+E), che consente di svolgere attività di carattere professionale legata all’autotrasporto. Esistono due tipologie di CQC: quella per il trasporto di merci e quella per il trasporto di persone. Si può essere titolari di una sola o di entrambe le qualificazioni. La CQC ha validità quinquennale e va rinnovata attraverso la frequenza di un corso di formazione periodica della durata di 35 ore. Dal 18 aprile 2013, al momento del rilascio o del rinnovo della CQC non viene più rilasciata una nuova tessera, ma una nuova patente con l’aggiunta del codice armonizzato “95″ sul retro.

Il duplicato della CQC rinnovata nella validità è emesso secondo la seguente procedura:

• l’autoscuola o l’ente trasmette tramite il sito “il portale dell’automobilista” l’elenco di coloro che hanno frequentato il corso all’UMC competente entro 2 giorni lavorativi dalla fine del corso e rilasciano al conducente un attestato di fine corso;

• l’ UMC emette la CQC aggiornata entro 7 giorni lavorativi dalla ricezione dell’elenco;

• l’ UMC rilascia la nuova CQC a seguito della presentazione di apposita istanza :

  1. domanda redatta su modello TT746C  debitamente compilato e sottoscritto Gli utenti dovranno specificare sulla richiesta quale tipo di CQC intendono richiedere(per trasporto di merci; per trasporto di persone; per trasporto di merci e di persone)e annotare su tale modello un recapito telefonico o un indirizzo e-mail presso cui poter essere contattati in caso di necessità.
  2. attestazione del versamento sul c/c n° 9001 pari a 10,20 euro (in distribuzione presso gli Uffici dell’UMC e gli Uffici Postali – i codici causali non sono obbligatori);
  3. attestazione del versamento sul c/c n° 4028 pari a 32 euro (in distribuzione presso gli Uffici dell’UMC e gli Uffici Postali – i codici causali non sono obbligatori);
  4. una fotografia formato tessera, a capo scoperto (tranne nei casi in cui la copertura del capo sia imposta da motivi religiosi). e su sfondo chiaro  (indicare sul retro della fotografia cognome e nome del titolare);
  5. fotocopia integrale della CQC + originale in visione  o eventuale denuncia di furto, smarrimento o distruzione della stessa;
  6. fotocopia codice fiscale o relativa annotazione sul modello di domanda.
  7. RICHIESTA DI RECAPITO DUPLICATO PATENTE PRESSO DOMICILIO/RESIDENZA : Compilando il modulo e allegandolo alla richiesta di duplicato presentata presso l’UMC,  è possibile ricevere il duplicato della patente direttamente presso l’indirizzo specificato. All’atto della consegna della patente dovrà essere corrisposta la quota dovuta A POSTE S.P.A. per il servizio di recapito pari a 6,86 euro.

Fonte:
https://motori.virgilio.it/info-utili/cqc-rinnovo-della-carta-di-qualificazione-del-conducente/118222/

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14 Feb 2019

Decreto sicurezza sulle targhe straniere: sequestrate 10 auto tra Torre Annunziata e Boscoreale

Operazione della guardia di finanza di Torre Annunziata. Le fiamme gialle hanno posto sotto sequestro 10 autoveicoli in attuazione delle nuove disposizioni contenute nel “Decreto Sicurezza” con riguardo alle automobili riportanti targhe straniere.

Lo riporta il quotidiano locale “Lo Strillone” al seguente link:

https://www.lostrillone.tv/decreto-sicurezza-sulle-targhe-straniere-sequestrate-10-auto-tra-torre-annunziata-e-boscoreale/17720.html?fbclid=IwAR01xfEyZ4oy_EGmgCngH5QiQasXv-yE1KX5qcUA4cYK17WD0QmR719NykM

 In estrema sintesi, le nuove norme previste dal codice della strada, vietando ai residenti in Italia da oltre 60 giorni di circolare con un veicolo immatricolato all’estero, hanno lo scopo di contrastare il sempre più diffuso fenomeno della cosiddetta “esterovestizione” delle automobili. Si tratta, in specie dell’espediente al quale viene fatto ricorso al fine di risparmiare sul costo del bollo (e, soprattutto sul “superbollo”), di abbattere la spesa dell’assicurazione, di eludere gli oneri della revisione e di rendersi quasi irreperibili in caso di notifiche di sanzioni e multe di ogni genere.

In particolare, i “baschi verdi” della Compagnia di Torre Annunziata – nel corso di controlli a tappeto eseguiti lungo le strade ad alta densità di circolazione, nei comuni di Torre Annunziata, Boscoreale, Trecase e Poggiomarino – hanno elevato multe che vanno da 712 euro fino ad un massimo di 2.848 euro, accompagnate dal fermo amministrativo del mezzo, concedendo 180 giorni al trasgressore per mettersi in regola, pena la confisca del veicolo stesso.

In alternativa alla regolarizzazione dell’automobile con una nuova immatricolazione in Italia, rimane – quindi – esclusivamente la possibilità di portare la vettura nel paese in cui è registrata con un foglio di via provvisorio.

La maggior parte delle autovetture ritirate dalla circolazione dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata riportavano targhe bulgare e, nel corso dei controlli, tra l’altro, sono state anche sequestrate decine di dosi di sostanze stupefacenti in possesso dei soggetti alla guida.

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11 Feb 2019

Codice della strada, novità per moto e ciclisti

Sì alle bici contromano nei centri abitati. I ciclisti ai semafori avranno la precedenza e potranno circolare sulle corsie riservate agli autobus e ai taxi. E per gli automobilisti aumenta il limite di velocità sulle autostrade a tre corsie che viene elevato a 150 km/h. Il testo poi prevede parcheggi ‘rosa’ per le donne in gravidanza, niente fumo e telefonini alla guida e l’aumento delle sanzioni per i trasgressori. Ecco alcune delle novità del nuovo codice della strada firmato Lega e Movimento 5 Stelle. Il testo, non ancora del tutto blindato, è in discussione alla commissione Trasporti della Camera dove sono in corso le audizioni ma già i cambiamenti prefigurano una “rivoluzione” per le due ruote. 

I ciclisti

I ciclisti, agli incroci o davanti ai semafori, non saranno più costretti ad accodarsi alle auto incolonnate ma avranno la precedenza. Una novità in Italia ma non in altri Paesi come l’Olanda dove la nuova regola è già prassi. Il nuovo regolamento prevede per le biciclette uno spazio ad hoc, “una striscia di arresto avanzata” e saranno i comuni a dover indicare una doppia linea (una anche per le bici) davanti ai semafori e agli stop.

Poi nei centri abitati dove il limite di velocità è di 30 km/h le biciclette potranno andare contromano, “indipendentemente dalla larghezza della carreggiata e dalla massa dei veicoli autorizzati al traffico”. La misura è già stata sperimentata in Europa e secondo gli studi dei ricercatori non comporta un aumento dei rischi per incidenti stradali. Tuttavia per la Lega e il M5s (al testo stanno lavorando Emanuele Scagliusi per pentastellati e Massimiliano Capitanio e Alessandro Morelli per la Lega) prevedono che sia il sindaco a dover emanare un’ordinanza e che la possibilità di “circolare anche in senso opposto a quello di marcia rispetto agli altri veicoli” sia segnalata da un pannello.

I ciclisti avranno anche la possibilità di circolare nelle corsie ora riservate solo ai taxi e agli autobus e di parcheggiare in aree adibite dal Comune o sui marciapiedi e all’interno delle zone pedonali. Diversi emendamenti presentati in Commissione prevedono inoltre l’obbligatorietà dell’utilizzo del casco e incentivi per l’acquisto.

I motociclisti

Per quanto riguarda i motociclisti la maggioranza si sta confrontando sull’eventualità di inserire l’obbligo di dotarsi di un abbigliamento ‘tecnico’ di sicurezza. In più le moto elettriche potranno circolare anche in autostrada. Con il disegno di legge M5s-Lega gli skate, i monopattini e gli hoverboard entrano a far parte per la prima volta del codice della strada (il dibattito in corso è se potranno circolare solo nelle piste ciclabili).

Fonte: Repubblica

https://www.repubblica.it/cronaca/2019/02/11/news/codice_della_strada-218849117/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1

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07 Feb 2019

Targa Estera? Passa da noi

Per far scattare una multa per mancata reimmatricolazione con targa italiana di un veicolo straniero basta che un automobilista venga pizzicato nel nostro Paese al volante dello stesso mezzo per tre volte, in lasso di tempo superiore ai sei mesi. La conferma arriva dalla decisione dei giudice di Pace di Pavullo nel Frignano, comune della provincia di Modena. I molti «furbetti» cittadini comunitari residente nel nostro Paese che girano con vetture con targhe tedesche, ungheresi, bulgare o di altri Paesi europei, per evitare di incorrere in sanzioni o controlli fiscali, sono avvisati.Con la sentenza numero 265 del 20 dicembre 2017, appena diffusa su Internet dal quotidiano giuridico dirittoegiustizia.it, un automobilista comunitario, stabilmente residente in Italia, si è visto confermare la sanzione inflittagli dai Carabinieri per mancata reimmatricolazione di un’auto rumena intestata alla madre (priva di patente di guida), su cui in passato era stato trovato al volante per tre volte nell’arco di dieci anni. A nulla è valsa l’osservazione presentata dal conducente che il veicolo aveva superato nel gennaio dello scorso anno la revisione in Romania. Nel caso in oggetto, poi, la macchina, una Volkswagen Passat, è stata anche sottoposta a fermo amministrativo per incauto affidamento da parte del proprietario.Alla verifica su strada, infatti, il guidatore aveva mostrato una patente rumena che gli uomini dell’Arma hanno riconosciuto come falsa. Di fatto, quindi, l’uomo era senza la necessaria licenza e questo ha fatto scattare l’ulteriore provvedimento. È il caso di ricordare che l’articolo 132 del Codice della strada prevede al comma 1 che «gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno Stato estero (…) sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno, in base al certificato di immatricolazione dello Stato di origine». Per le violazioni di questa norma sono previste sanzioni da 84 a 335 euro.

Perché rischiare?

Vieni nelle nostre agenzie e chiedi maggiori informazioni.

Ci trovi a:
🎯 Agenzia Schettino
Via Ercole 40 80058 Torre Annunziata (NA)
🎯 Agenzia La Ma.Gi.Ca.
Via Virgilio, 94/B 80053 Castellammare di Stabia (NA)

Fonte: https://motori.ilmessaggero.it/normative/targa_estera_multa_per_i_furbetti_stranieri_che_circolano_senza_reimmatricolare_il_veicolo-3494316.html

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12 Feb 2020

Verso il documento unico, demolizione per esportazione.

Entro il 2020 andrà in vigore il documento unico di circolazione che sarà costituito dalla sola carta di circolazione dove saranno annotati anche i dati di proprietà.

Cosa cambia?

Vediamolo insieme direttamente dal sito ACI.

In caso di definitiva esportazione all’estero di un veicolo bisogna richiedere al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) la “Cessazione della circolazione per esportazione”. 

La radiazione per definitiva esportazione può essere richiesta dall’intestatario o dall’avente titolo (ad esempio l’erede o il proprietario non ancora intestatario al PRA). In quest’ultimo caso, l’avente titolo non intestatario al PRA deve allegare anche il titolo di acquisto in originale (atto di vendita, provvedimento della Pubblica Amministrazione, verbale di vendita all’asta, accettazione di eredità ecc.) redatto nelle forme prescritte dalla legge.

Il PRA, a seguito della richiesta, rilascia il Certificato di Radiazione in formato digitale (CDPD). Alla parte viene consegnata una ricevuta contenente un codice d’accesso attraverso il quale è possibile visualizzare la ricevuta e il CDPD.

Con l’esportazione definitiva del veicolo, questo cessa di essere iscritto nel Pubblico Registro Automobilistico.

Dal periodo impositivo successivo alla data del rilascio del Certificato di Radiazione, si interrompe infatti l’obbligo del pagamento della tassa automobilistica (bollo auto).

Dal 1° gennaio 2020, a seguito della modifica del testo dell’art. 103 comma 1 del Codice della Strada, entrano in vigore le nuove modalità di radiazione a seguito di definitiva esportazione all’estero.

La radiazione del veicolo per definitiva esportazione all’estero dovrà essere effettuata, prima dell’effettiva esportazione, a condizione che il veicolo sia stato sottoposto a revisione, con esito positivo, in data non anteriore a 6 mesi rispetto alla data di richiesta della cancellazione.

La Direzione Generale della Motorizzazione con Circolare n. 2173 del 22/1/2020 ha fornito i chiarimenti interpretativi in merito all’applicazione delle nuove disposizioni.

Regime applicabile ai veicoli esportati entro il 31/12/2019
Per i veicoli esportati in data anteriore al 1° gennaio 2020 (vecchio regime) sono applicabili le regole in vigore fino al 31/12/2019: in questo caso alla richiesta di cancellazione dovrà essere allegata copia della carta di circolazione estera o altra documentazione comprovante l’effettiva esportazione in data anteriore al 1° gennaio 2020.
Inoltre, con Avviso del 30/1/2020 la sopra citata Direzione Generale, ha chiarito che, in attesa di nuove e definitive disposizioni, rientrano nella disciplina previgente anche le radiazioni di veicoli che, alla data della richiesta della radiazione stessa, siano stati già esportati e reimmatricolati all’estero sebbene in assenza di documentazione probante l’avvenuta esportazione entro il 2019.
L’avvenuta reimmatricolazione all’estero deve essere comunque essere comprovata da copia della carta di circolazione estera anche se rilasciata dal gennaio 2020.
In questi casi la radiazione non è condizionata all’effettuazione della revisione con esito regolare in data non anteriore a 6 mesi rispetto alla data di cancellazione.

Regime applicabile ai veicoli esportati dal 1° gennaio 2020
Per I veicoli esportati dal 1° gennaio 2020 la richiesta di radiazione deve essere presentata prima della effettiva esportazione del veicolo all’estero. In tal caso , per poter essere radiato, è necessario che il veicolo sia stato sottoposto a revisione con esito positivo da non oltre 6 mesi dalla data di richiesta della cancellazione.

Il vincolo si applica solo dopo la scadenza del termine per la sottoposizione a revisione del veicolo rispetto alla data di prima immatricolazione (es.: dopo 4 anni dall’immatricolazione di una autovettura).

Qualora l’intestatario o avente titolo del veicolo abbia necessità di raggiungere su gomma il Paese estero di destinazione potrà chiedere il rilascio del foglio di via e delle targhe provvisorie agli Uffici Provinciali della Motorizzazione o ad uno Studio di Consulenza Automobilistica.

Indipendentemente dalla data di effettiva esportazione all’estero, la cancellazione può essere sempre eseguita, senza obbligo di revisione, quando il veicolo sia stato demolito all’estero e l’interessato produca, unitamente alla richiesta di cancellazione, copia della documentazione estera, ufficialmente tradotta in lingua italiana, attestante l’avvenuta demolizione.

Se sul veicolo da esportare è iscritto al PRA un provvedimento di fermo amministrativo occorrerà prima cancellare il fermo amministrativo (dopo aver pagato le somme dovute al concessionario dei tributi) e dopo richiedere la “Cessazione della circolazione per esportazione”.

Nel caso in cui sul veicolo da esportare risulti iscritta un’ipoteca non ancora scaduta, un pignoramento o un sequestro, deve essere allegato un atto comprovante l’assenso alla radiazione da parte del creditore o dell’autorità competente.

In particolare, per l’esportazione di veicoli con ipoteche iscritte e non ancora scadute è necessario allegare l’atto di assenso del creditore reso nella forma della scrittura privata autenticata dal notaio.

Si consiglia pertanto, prima di fare la pratica, di  consultare la specifica funzione presente sul sito ACI che consente di verificare gratuitamente la presenza sul veicolo di vincoli o gravami; qualora si volessero, invece, avere informazioni più dettagliate inerenti i vincoli e gravami presenti sul veicolo è possibile chiedere una “visura” del veicolo (anche online), indicandone la targa.

Chi può richiedere l’esportazione

La richiesta di “Cessazione della circolazione per esportazione” del veicolo deve essere firmata dall’intestatario del veicolo, dall’erede o dal proprietario che, per qualsiasi motivo, non risulti intestatario al PRA.


Se la richiesta non viene firmata davanti all’impiegato addetto, occorre allegare fotocopia di un documento d’identità/riconoscimento di colui che la firma. 

Dove presentare la richiesta

La richiesta va presentata presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista STA, oppure presso il Consolato d’Italia della nazione estera dove è stato esportato il veicolo.

Modalità di presentazione della richiesta

Per richiedere la radiazione per esportazione è necessario presentare la seguente documentazione:

  • Nota di presentazione; in presenza di Certificato di Proprietà (CdP) in formato cartaceo, come nota viene utilizzato il retro del CdP, in assenza di CdP deve essere utilizzata la nota NP3C in doppio originale.
    In presenza di CDPD si rinvia alla specifica sezione
  • Se la richiesta è presentata dall’avente titolo non intestatario al PRA è necessario allegare anche il titolo di acquisto in originale (atto di vendita, provvedimento della Pubblica Amministrazione, verbale di vendita all’asta, accettazione di eredità ecc.) redatto nelle forme prescritte dalla legge.
  • Carta di circolazione e targhe (anteriore e posteriore) del veicolo.

Fonte: http://www.aci.it/i-servizi/guide-utili/guida-pratiche-auto/esportazione.html

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28 Gen 2020

Codice della strada, al via la discussione

Novità in vista, tante le proposte.

Il nuovo Codice della Strada riprende il percorso di approvazione dopo sei mesi di stop. A luglio dello scorso anno infatti, la caduta del primo governo Conte e alcune perplessità della Ragioneria dello stato sui costi della riforma ne avevano interrotto l’iter di discussione parlamentare. Martedì 28 gennaio il provvedimento arriva alla Camera che dovrà discutere le proposte presentate. Tra le più interessanti e discusse c’è sicuramente quella di innalzare il limite di velocità a 150 km/h su alcuni tratti autostradali. C’è poi l’ipotesi di inasprire le sanzioni per chi usa il telefono mentre guida e per i passeggeri che non indossano le cinture di sicurezza sui sedili posteriori. Il Parlamento dovrà decidere anche sulla proposta di bandire la sigaretta dalle mani di chi guida un veicolo.

Tra le modifiche proposte con il nuovo Codice della Strada, quelle che dovrebbero incontrare meno difficoltà ad essere approvate riguardano l’inasprimento delle sanzioni per l’utilizzo del telefono da parte di chi guida. Per chi viene sorpreso mentre usa dispositivi elettronici come smartphone o tablet è previsto l’inasprimento della multa, compresa tra 422 e 1.697 euro (attualmente si va da 165 a 661 euro) combinata con la decurtazione di 5 punti e con la sospensione della patente da 7 a 60 giorni. In caso di recidiva, alla seconda violazione la sanzione salirebbe a 2.588 euro raddoppierebbe la decurtazione dei punti della patente: da 5 a 10.

Il nuovo Codice prevede la responsabilità anche del conducente quando i passeggeri che siedono sui sedili posteriori di un veicolo non indossano le cinture di sicurezza. In casi del genere, ad essere sanzionati sarebbero sia il trasgressore che il guidatore. Stesso discorso per i motocicli: i conducenti di moto e scooter sono corresponsabili del mancato uso del casco da parte del passeggero. 

La proposta al vaglio della Camera prevede la possibilità di innalzare il limite di velocità a 150 km/h su determinati tratti autostradali, mentre rimarrebbe invariato quello di 100 km/h in caso di pioggia. Emanuele Pirro – pilota con all’attivo 5 vittorie in altrettante edizioni della 24 Ore di Le Mans e importanti ruoli nella Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) – si è detto favorevole alla proposta. In un’intervista rilasciata a Il Messaggero, il pilota romano si è espresso così: “Io sarei favorevole perché un’auto attuale a 150 km/h non è senz’altro più pericolosa rispetto ad una di 30 anni fa che va a 130 km/h.

Le modifiche al Codice della Strada prevedono anche un inasprimento delle sanzioni per il divieto di sosta, che oscilleranno tra 161 e 647 euro (attualmente sono comprese tra gli 85 e i 334 euro) abbinate alla decurtazione di 4 dalla patente (oggi 2). Aumenterà la sanzione prevista anche per moto e scooter per la stessa violazione: si andrà da 80 a 328 euro (ora è compresa tra i 40 e 164 euro)

Dal nuovo Codice della Strada novità anche per chi affronta l’esame di scuola guida: la validità del foglio rosa per esercitarsi al volante passa dagli attuali 6 mesi a 12. Inoltre, i comuni potranno istituire le cosiddette “Zone scolastiche” intorno alle scuole, con limite massimo di velocità fissato a 30 km/h durante gli orari di entrata e uscita degli studenti.

ALTRE NOVITÀ

Oltre alle novità già citate, la Camera dovrà votare altre modifiche al Codice: parcheggi rosa per donne in stato di gravidanza o accompagnate da bambini con età non superiore ai due anni; durata minima di 3 secondi del giallo del semaforo; circolazione sulla rete autostradale di motocicli e ciclomotori di cilindrata non inferiore ai 120 cc e di motoveicoli elettrici superiori a 11 Kw di potenza, ma solo se condotti da maggiorenni. Inoltre, i veicoli elettrici dovrebbero avere libero accesso alle Zone a Traffico Limitato, nel superare un ciclista dovrà essere mantenuta una distanza minima di 1,5 metri. Nell’ottica di agevolare chi usa la bici in città, è prevista l’introduzione di uno spazio riservato ai ciclisti agli incroci con semaforo, che verrà posto davanti alla linea di arresto dei veicoli a motore. Fonte: https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/27-01-2020/nuovo-codice-strada-proposte-velocita-cinture-fumo-auto-360445539427.shtml

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17 Gen 2020

Bollo Auto 2020, tutte le novità

Novità per il bollo auto nel 2020: cambiano le modalità di pagamento, ci saranno controlli incrociati per scovare gli evasori e sono in arrivo degli sconti, ma solo in alcune regioni.

Dal 2020 aumentano i controlli per stanare gli evasori del bollo auto

Per il bollo auto nel 2020 arrivano alcune novità da tenere in considerazione. Si tratta di cambiamenti nelle procedure di pagamento – con il PagoPa che diventa l’unica forma possibile -, della possibilità di incrociare le banche dati di Aci e Pra per individuare chi non ha versato la tassa di possesso e di uno sconto concesso dalla regione Lombardia per chi paga tramite domiciliazione bancaria.

Restano invariate le date di scadenza per il pagamento del bollo auto 2020: entro il 20 gennaio 2020 se il bollo scade a dicembre 2019; entro il 31 maggio 2020 se il bollo scade ad aprile 2020; entro il 30 settembre 2020 se il bollo scade ad agosto 2020. Fanno eccezione i residenti in Piemonte e Lombardia, regioni che prevedono date di scadenza differenti. Inoltre, anche nel 2020 si paga l’ecotassa sui veicoli di nuova immatricolazione con emissioni di Co2 superiori ai 160 g/km.

SI PAGA SOLO TRAMITE PAGOPA

 A partire dal 1° gennaio 2020 il bollo auto si paga esclusivamente tramite il PagoPa, la realizzata dall’Agenzia per l‘Italia Digitale (Agid). Per l’utente non cambia molto, ma le agenzie di pratiche auto che intendono fornire il servizio di pagamento della tassa di possesso auto dovranno utilizzare il nuovo sistema, che nelle intenzioni mira a ridurre drasticamente l’evasione.


Ogni versamento viene tracciato mediante l’Identificativo Univoco di Versamento (Iuv), operazione possibile grazie alla modalità telematica offerta da uno dei Prestatori di Servizi di Pagamento (Psp), come le banche, le poste, gli istituti di pagamento e ogni altro soggetto abilitato ad eseguire servizi di pagamento. Il bollo auto viene calcolato in base alla potenza del veicolo espressa in Kilowatt (kW), riportata sul libretto di circolazione alla voce “P.2” e aumenta per le auto con classe di emissioni più vecchia. Seguendo l’ordine delle classi ambientali Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4, 5 e 6 i costi a kW, fino a 100, sono i seguenti: 3 euro; 2,90 euro; 2,80 euro; 2,70 euro; 2,58 euro. oltre i 100 Kw questi sono i costi: 4,50 euro; 4,35 euro; 4,20 euro; 4,05 euro; 3,87 euro.

CACCIA AGLI EVASORI DEL BOLLO   

Per contrastare il fenomeno dell’evasione del bollo auto, dal 2020 il Pubblico Registro Automobilistico (Pra) può acquisire la banca dati dell’Aci relativa ai pagamenti della tassa di proprietà, per poter effettuare dei controlli incrociati e stanare gli evasori. L’attività di controllo e repressione si concentra, in particolar modo, verso quegli automobilisti che non hanno mai pagato il bollo.

SCONTO PER LA DOMICILIAZIONE BANCARIA 

Sempre nell’ottica di contrastare l’evasione del bollo auto, la Regione Lombardia ha previsto la possibilità di versare il bollo tramite domiciliazione bancaria (Rid). Aderendo a questa modalità l’importo della tassa di possesso auto viene prelevata dal conto corrente dell’automobilista alla data di scadenza. Il vantaggio è duplice: non si corre il rischio di dimenticare di pagare il bollo auto e si ottiene uno sconto del 15% del bollo, pari a circa due mensilità.

Fonte: https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/29-12-2019/bollo-auto-2020-novita-calcolo-pagamento-3502266452923.shtml

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18 Dic 2019

Legge Bersani applicabile anche tra veicoli di diverso tipo

La cosiddetta legge Bersani sull’RC Auto (legge 40/2007) si applicherà anche tra veicoli di categoria diversa. La norma, che finora ha consentito di beneficiare della migliore classe di merito bonus/malus di un veicolo già assicurato, anche tra familiari conviventi a condizione che si trattasse di un mezzo della stessa categoria (auto con auto, moto con moto), si applicherà anche tra veicoli di tipologia differente. Lo prevede un emendamento al decreto fiscale approvato in commissione Finanze alla Camera dei deputati. Dunque, se il provvedimento sarà confermato dal parlamento (il decreto dovrà essere convertito in legge, pena la sua decadenza, entro il 25 dicembre), un automobilista con classe di merito 1, per esempio, potrà stipulare una polizza per una moto, acquistata nuova o usata, ottenendo la stessa classe dell’auto. E viceversa, ovviamente.PUBBLICITÀ

I requisiti. Ricordiamo che in base alla norma attualmente in vigore, per usufruire della cosiddetta legge Bersani il veicolo da assicurare deve essere acquistato, nuovo o usato, da non più di 90 giorni; dev’essere immatricolato a uso privato; e, infine, il veicolo di cui si utilizza la classe deve ovviamente essere assicurato e in possesso di un attestato di rischio valido.

Fonte: Quattroruote

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18 Nov 2019

Caro vecchio Rav, adesso c’è PagoPA

PagoPa è la nuova modalità di pagamento sviluppata dall’AgiD per la Pubblica Amministrazione.

L’Agenzia delle Entrate si rinnova e, con lei, anche i metodi di pagamento dei tributi: da ottobre 2019, infatti, i vecchi bollettini RAV spariranno gradualmente, in favore dei nuovi bollettini pagoPA. PagoPa è una modalità che consente il pagamento dei tributi in maniera semplice e sicura, completamente digitale e permette al cittadino di scegliere quale strumento di pagamento utilizzare, anche il denaro fisico.

Una volta effettuato il pagamento, a differenza che in passato, il cittadino riceve in tempo reale l’attestazione dell’avvenuto pagamento e la Pubblica Amministrazione chiude immediatamente la posizione debitoria aperta. Questo dovrebbe ridurre al minimo, nel corso dei prossimi anni, i casi di “cartelle pazze” o di mancata attestazione dei pagamenti.

Piattaforma pagoPA: cos’è

PagoPA non è una novità, è già attiva da alcuni anni e, negli ultimi 36 mesi, ben 4,7 milioni di pagamenti sono già stati ricevuti dall’Agenzia delle Entrate tramite questa piattaforma. La gestione del sistema pagoPA inizialmente era divisa tra più enti, ma con il decreto Semplificazioni del dicembre 2018 è stata creata la società ad intera partecipazione pubblica PagoPA S.p.a., alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio.

PagoPA, quindi, non è un sito Internet (ma esiste il sito Internet dove trovare informazioni sul servizio) ma una piattaforma, un’infrastruttura per i pagamenti verso le pubbliche amministrazioni. Al momento sono oltre 20 mila gli enti creditori aderenti a pagoPA, tra Comuni, Aziende Sanitarie Locali, Università pubbliche, Camere di Commercio e altri Enti Pubblici.

PagoPA: come funziona

Tramite pagoPA è possibile effettuare i pagamenti direttamente sul sito o sull’applicazione mobile (dell’Ente creditore, non di pagoPA) o attraverso i canali fisici e online di banche e altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP), come ad esempio le agenzie di banca, gli home banking, gli sportelli ATM, i punti vendita SISAL, Lottomatica e Banca 5 e presso gli uffici postali. Ciò vuol dire che possiamo pagare un tributo o un servizio pubblico tramite pagoPA praticamente da ovunque e quasi in qualunque modo. Tramite pagoPA possiamo pagare tributi, tasse, utenze, rette, quote associative, bollo auto e molto altro. Con pagoPa è possibile pagare in contanti o con pagamento digitale (bancomat, carta di credito).

I vantaggi di pagoPA

Il primo e più grande vantaggio di pagoPA è che ogni transazione, e quindi ogni pagamento, è legato al suo specifico tributo o servizio da pagare tramite un “Codice modulo di pagamento” di 18 cifre. Quindi, almeno teoricamente, è impossibile che dopo aver pagato qualcosa vada storto e si perda traccia del nostro pagamento. Il secondo grande vantaggio del sistema pagoPA è la possibilità di aggiornare l’importo dovuto alla data del versamento, cosa molto utile in caso di pagamento con la mora. Rispetto al vecchio RAV, inoltre, il nuovo bollettino pagoPA è molto più comodo da usare perché integra soluzioni decisamente “smart” per facilitare la vita al contribuente.

Nuovo bollettino pagoPA

pagopa come funziona

Il modulo di pagamento pagoPA è immediatamente riconoscibile dal logo “pagoPA” e dal fatto che è diviso in due sezioni, una per ogni metodo di pagamento che può scegliere il cittadino. La prima sezione è “Banche e altri canali” e ha ben in vista un QR code e un codice CBILL, la seconda sezione è quella per i pagamenti presso Poste Italiane e si riconosce per il riquadro Data Matrix. Il bollettino pagoPA si riconosce anche per il codice di 18 cifre che consente il collegamento alla cartella o all’atto ricevuto. Altra cosa molto interessante è che lo stesso modulo si può usare sia in caso di pagamento in una sola soluzione, che in caso di rateizzazione (ove possibile).

Come pagare un bollettino pagoPA

Una volta ricevuto un bollettino pagoPA possiamo scegliere se pagarlo usando la prima o la seconda sezione. Per pagare da soli tramite i canali online basta aprire l’app o il sito della propria banca, inquadrare il QR Code e immediatamente tutti i dati del bollettino verranno mostrati a video. Non ci resterà che effettuare il pagamento. Altrimenti potremo andare sul sito dell’Ente che dobbiamo pagare ed entrare nella sezione pagoPA, dove inseriremo il codice avviso da 18 cifre. Se l’Ente ha un’app, di sicuro ci permetterà di inquadrare il QR Code per pagare. Se invece vogliamo pagare presso uno sportello fisico, dobbiamo portare con noi il bollettino cartaceo ricevuto a casa: allo sportello non faranno altro che inquadrare il codice e dirci quanto dobbiamo pagare, poi potremo scegliere il nostro metodo di pagamento preferito. In ognuno di questi casi, pochi secondi dopo la fine della transizione, l’Ente creditore riceverà l’avviso che abbiamo pagato l’atto contrassegnato con quel codice.

Fonte: https://www.fastweb.it/agenda-digitale/come-pagare-i-bollettini-con-pagopa/

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30 Ott 2019

Motorizzazione e Aci, Rinvio sul documento unico

Slitta ancora l’avvio della sperimentazione del documento unico, prevista inizialmente per l’1 ottobre scorso. Dopo il mini rinvio al 14 ottobre (deciso due settimane fa dal tavolo di coordinamento costituito da ministero delle Infrastrutture e dall’Aci di fronte alla sostanziale indisponibilità dei software che dovranno gestire il complesso dialogo tra l’Archivio nazionale veicoli del ministero dei Trasporti e il Pubblico registro automobilistico gestito dall’Aci), è stato deciso di rimandare tutto di altre quattro settimane.

Si parte l’11 novembre. Salvo ulteriori sorprese, la sperimentazione inizierà l’11 novembre. A quel punto, però, resteranno appena 40 giorni a disposizione, meno della metà rispetto a quelli previsti inizialmente, prima del “big bang” che, a partire dall’1 gennaio, porterà alla scomparsa del Certificato di proprietà e al rilascio di un nuovo modello di Carta di circolazione contenente i dati del proprietario del veicolo e i gravami eventualmente presenti (fermo amministrativo, ipoteca, eccetera).

Si rischia il rinvio a luglio 2020. Sullo sfondo, poi, restano due incognite: la data dell’1 gennaio 2020, stabilita per la partenza del documento unico, e il nodo delle nuove tariffe. Per quanto riguarda il primo aspetto, tra gli addetti ai lavori si teme un possibile rinvio all’1 luglio 2020 nel caso in cui la fase sperimentale non dia i risultati attesi in termini di velocità delle iscrizioni e trascrizioni dei veicoli e, quindi, di rilascio della carta di circolazione, come peraltro sta già accadendo nel test su base volontaria partito l’1 luglio scorso e a cui hanno aderito alcune decine di agenzie di pratiche auto.

Il dubbio sulle tariffe. L’altra incognita è la rimodulazione delle tariffe, prevista dalle legge che istituì il documento unico (dlgs 98/2017): “Per il rilascio e l’aggiornamento della carta di circolazione in sede di prima immatricolazione, di reimmatricolazione o di aggiornamento, è corrisposta una tariffa unica determinata con decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con i ministri dell’Economia e delle Finanze e della Giustizia, da adottare entro il termine perentorio del 30 aprile 2018”. Sono trascorsi quasi 18 mesi da quel termine perentorio e della “tariffa unica” non solo non v’è traccia, ma non si è ancora iniziato a parlare.

Buco per l’erario o maggiori oneri per i cittadini? Certo, in assenza del decreto attuativo, la stessa legge prevede l’invarianza rispetto alla situazione attuale, ovvero la “somma delle due tariffe (10,20 euro per la Motorizzazione e 27 euro per l’Aci, ndr) previste a normativa vigente” e una “imposta di bollo unificata quale somma degli importi delle imposte di bollo (da 16 euro, ndr)”. Insomma, il legislatore è stato previdente, ma non ha tenuto conto che il dimezzamento dei documenti prevederebbe inevitabilmente, senza un ulteriore intervento, anche il dimezzamento delle imposte di bollo.

Cosa cambia per le auto nuove… Vediamo come stanno le cose in due situazioni, l’acquisto di un’auto nuova oppure di una vettura usata. Nel primo caso, attualmente si pagano quattro imposte di bollo da 16 euro, due per la domanda e per il rilascio della carta di circolazione e due per la domanda e per il rilascio del certificato di proprietà. In totale, fanno 64 euro (più 10,20 di tariffa Motorizzazione, più altri 27 euro di tariffa Pra). Con il documento unico, le imposte di bollo si ridurrebbero a due: significa che per mantenere invariato il gettito il legislatore dovrebbe raddoppiarne l’importo a 32 euro.

… e per l’usato. Con l’imposta di bollo a 32 euro, però, ci si troverebbe penalizzati in caso di acquisto di un’auto usata. In questa circostanza, infatti, attualmente si paga un’imposta di bollo da 16 euro per l’aggiornamento della carta di circolazione e due imposte da 16 euro per la domanda e il rilascio del certificato di proprietà. In totale 48 euro. Con il documento unico le imposte scenderebbero a due, per un importo di 64 euro, 16 in più rispetto a ora. Poca cosa, per carità, visto che il grosso del costo di un trapasso è dato dall’Ipt, però contraria allo spirito della legge, la quale recita: “Tale tariffa è determinata in misura comunque non superiore alla somma dell’importo delle due tariffe previste a normativa vigente, tenuto conto dei costi dei servizi”.

Fonte: https://www.quattroruote.it/news/burocrazia/2019/10/08/motorizzazione_e_aci_rinvio_sul_documento_unico.html

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09 Ott 2019

Bonus rottamazione esteso anche per i motorini

Cambia la norma sulla rottamazione; oltre alle auto entrano anche le moto. Così l’ultima versione della bozza del decreto Clima che l’ANSA è in grado di anticipare. Le risorse – in un Fondo ad hoc, ‘Programma sperimentale buono mobilità’ – arrivano a un totale di 255 milioni. Il ‘buono mobilità’ è destinato ai cittadini residenti nei Comuni sotto procedura d’infrazione Ue per smog che, entro il 31 dicembre 2021, cambiano auto (fino ai modelli Euro3) o motocicli (fino alla classe Euro2 e Euro3 a due tempi); vale 1.500 euro per i primi e 500 euro per i secondi.

Fonte: Ansa

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08 Ott 2019

Diventano obbligatori i seggiolini anti abbandono

Al via l’obbligo di installazione dei dispositivi antiabbandono sui seggiolini per i bambini di età inferiore ai 4 anni. La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha infatti firmato il decreto attuativo dell’articolo 172 del Nuovo codice della strada per prevenire l’abbandono di bambini nei veicoli.

  L’obbligo di installazione dei seggiolini sarà operativo non appena il decreto legge sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni. E sono allo studio anche agevolazioni fiscali.

Sul seggiolino ci sarà un sistema di allarme che, connesso allo smartphone, ricorderà al guidatore tramite un segnale sonoro, della presenza del piccolo passeggero a bordo, prima che lo stesso guidatore esca dal veicolo. Una misura che si spera possa evitare i tragici casi di cronaca come quello più recente accaduto a Catania: un padre ha lasciato per cinque ore sotto al sole un bimbo che doveva portare all’asilo per un inspiegabile ‘black out’ nella sua mente.

Quello di oggi è il passaggio conclusivo della Legge, dopo l’approvazione del Parlamento con il voto di tutti i gruppi politici (l’ok definitivo al provvedimento d’iniziativa parlamentare  era arrivato dall’aula di Palazzo Madama il 25 settembre 2018 con 261 sì e un’astensione),  il parere favorevole acquisito dalla Commissione Europea e il via libera dei giorni scorsi del Consiglio di Stato.

Fonte: La Repubblica

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30 Set 2019

Rottamazione al via subito, ma cala l’importo del buono

Sono uscite nuove indiscrezioni sul decreto legge per l’ambiente attualmente in fase di elaborazione. Rispetto alla prima bozza, emersa la scorsa settimana, le novità più rilevanti riguardano l’entità e le caratteristiche del bonus per la mobilità, un incentivo per favorire la rottamazione delle vecchie auto. La misura, infatti, dovrebbe essere resa disponibile già da quest’anno (e non dal 2020), anche se l’importo scenderà dai 2.000 euro previsti inizialmente a 1.500.  

Vale solo tre anni e per alcuni Comuni. Secondo la nuova bozza del decreto, gli anni per sfruttare il bonus non saranno più cinque, ma solo tre: l’agevolazione potrà essere richiesta solo dai cittadini residenti in Comuni come Milano, Torino e Roma, sotto la procedura d’infrazione dell’Unione Europea per gli eccessivi livelli di inquinamento atmosferico. A chi rottama entro il 31 dicembre 2021 autovetture omologate fino alla classe Euro 4 è assegnato, fino a esaurimento delle risorse, un “buono mobilità” di 1.500 euro, da utilizzare entro i successivi tre anni per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale e di altri servizi integrativi, nonché per l’abbonamento a piattaforme di sharing con veicoli elettrici o a emissioni ridotte. Tali misure valgono anche per i conviventi.  

Stanziati 205 milioni. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha auspicato che il decreto possa essere varato entro il 3 ottobre. In tal caso, saranno elargiti cinque milioni di euro a favore dei richiedenti già nel 2019, mentre per i due anni successivi è indicato un plafond di 100 milioni l’anno. L’incentivo rientra nel “Fondo buono mobilità” istituito dal ministero dell’Ambiente e destinato a inglobare tutte le “misure per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane”. Le condizioni e le modalità di erogazione saranno definite “entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore” del decreto.  

Fonte: https://www.quattroruote.it/news/burocrazia/2019/09/27/decreto_ambiente_rottamazione_al_via_subito_ma_cala_l_importo_del_buono.html

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