23 Lug 2019

Collaudo: quello che c’è sapere

Schettino Group è una realtà di professionisti in continua espansione, che viene incontro alle esigenze della sua famiglia, quella degli automobilisti. Oggi vogliamo informare i lettori in merito al collaudo, e ricordare che tutti i lunedì, prenotando qualche giorno prima, è possibile effettuarlo presso la nostra sede, così da evitare scoraggianti iter burocratici e attese interminabili presso la Motorizzazione. Approfondiamo l’argomento.

I veicoli a motore ed i loro rimorchi, devono essere sottoposti a visita e prova (collaudo) quando siano apportate una o più modifiche alle caratteristiche costruttive o funzionali (massa, numero di assi, dimensioni…) ovvero ai dispositivi d’equipaggiamento (segnalazione visiva e d’illuminazione, acustici, scarico, pneumatici, freni, ganci di traino, gpl…) oppure sia stato sostituito o modificato il telaio.

Il Codice della strada prevede che i veicoli siano sottoposti a “visita e prova” per:

1. Per l’approvazione di eventuali modifiche apportate alle caratteristiche funzionali o costruttive del veicolo, con conseguente aggiornamento della Carta di circolazione, così come previsto dall’articolo 78 del Codice della Strada.

2. Per accertare l’esistenza dei requisiti di idoneità alla circolazione, necessari per l’immatricolazione, così come previsto dall’articolo 75 del Codice della Strada.

Riguardo quest’ultimo punto, ricorda che è sempre obbligatorio il collaudo per immatricolare i seguenti veicoli:

– veicoli di tipo non omologato;

– veicoli allestiti su autotelai o telai montati per rimorchi o semirimorchi di tipo omologato, privi di carrozzeria;

– veicoli da adibire a servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone (NCC) o servizio di piazza (TAXI);

– veicoli da adibire a servizio di linea per trasporto di persone.

E’ necessario effettuare un collaudo anche in caso di modifiche alle caratteristiche funzionali o costruttive del veicolo. Di seguito sono inoltre riportate le schede per i vari tipi di “collaudi” di aggiornamento della carta di circolazione ai sensi dell’art. 78 del C.d.S.:

– installazione gancio di traino,

– agganciamento del carrello appendice alla motrice,

– misura di pneumatici in alternativa,

– modifica comandi veicolo per conducente diversamente abile

Al momento del collaudo il tecnico deve identificare il veicolo leggendo il numero VIN (Vehicle Identification Number), impresso sul telaio del veicolo stesso quindi è importante che verifichi che il numero di telaio sia ben visibile; per sapere in quale punto del telaio è punzonato puoi fare riferimento al manuale d’uso e manutenzione a corredo dl mezzo

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16 Lug 2019

Il collaudo da noi, senza stress

Lo sapevi che presso la nostra agenzia puoi effettuare ogni lunedi, previa prenotazione, il collaudo del tuo autoveicolo?

Si, proprio cosi. Ti risparmiamo i mesi d’attesa presso la Motorizzazione, la burocrazia e lo stress e pensiamo a tutto noi.

Il collaudo è la “visita e prova” a cui i veicoli devono essere sottoposti secondo le disposizioni del Codice della Strada. In particolare, il collaudo è previsto:

  • per l’approvazione di eventuali modifiche apportate alle caratteristiche funzionali o costruttive del veicolo, con conseguente aggiornamento della Carta di circolazione, così come previsto dall’articolo 78 del Codice della Strada;
  • per accertare l’esistenza dei requisiti di idoneità alla circolazione, necessari per l’immatricolazione, così come previsto dall’articolo 75 del Codice della Strada.

Riguardo quest’ultimo punto, ricorda che è sempre obbligatorio il collaudo per immatricolare i seguenti veicoli:

  • veicoli di tipo non omologato;
  • veicoli allestiti su autotelai o telai montati per rimorchi o semirimorchi di tipo omologato, privi di carrozzeria;
  • veicoli da adibire a servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone (NCC) o servizio di piazza (TAXI);
  • veicoli da adibire a servizio di linea per trasporto di persone.

E’ necessario effettuare un collaudo anche in caso di modifiche alle caratteristiche funzionali o costruttive del veicolo.

Al momento del collaudo il tecnico deve identificare il veicolo leggendo il numero VIN (Vehicle Identification Number), impresso sul telaio del veicolo stesso quindi è importante che verifichi che il numero di telaio sia ben visibile; per sapere in quale punto del telaio è punzonato puoi fare riferimento al manuale d’uso e manutenzione a corredo dl mezzo

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10 Lug 2019

Revisione auto scadenza, ogni quando va fatta

Revisione auto scadenza, il controllo periodico sui veicoli va fatto dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni due

La revisione auto ha una scadenza ben precisa e delle regole temporali da tenere bene in mente. Si tratta di un monitoraggio periodico per verificare ogni volta lo stato del veicolo e l’idoneità a continuare a circolare sulle nostre strade. Con Schettino Group sei nelle mani di professionisti capaci ed efficienti, che amano prendersi cura della tua auto: consulta il nostro sito e scopri quanto è facile prenotare la revisione.

Revisione auto ogni quanto

Su un veicolo nuovo va fatta dopo quattr’anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni due. Ecco cosa dice la legge: “deve essere disposta entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni, la revisione delle autovetture, degli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate e degli autoveicoli per trasporto promiscuo. Dal 2003 tali scadenze si applicano anche per motoveicoli e ciclomotori”.

Ad esempio, se la nostra auto è stata immatricolata il 10 maggio 2019 la prima revisione dovrà essere effettuata entro il 31 maggio 2023 mentre le successive andranno effettuate entro il 31 maggio 2025, il 31 maggio 2027 e così via. Le auto storiche, cioè quelle ultratrentennali o appartenenti ad un registro storico si devono sottoporre a revisione ogni due anni, con le stesse modalità usate per gli altri veicoli.

Per controllare la scadenza della revisione verificate il tagliando che si trova dietro al Libretto Carta di Circolazione. Oppure on line sul Portale dell’Automobilista. Se scopriamo di avere la revisione scaduta la dobbiamo fare entro l’ultimo giorno del mese in cui la revisione è stata effettuata.

Le revisioni si possono fare in più di 5.000 officine autorizzate oppure in tutti gli uffici della Motorizzazione Civile.

Revisione auto scadenza, eccezioni

La regola generale sulla scadenza delle revisioni auto presenta delle eccezzioni ben precise. Alcuni veicoli per legge devono essere revisionati annualmente, ovvero quelli destinati al trasporto di persone con numero di posti superiore a nove compreso quello del conducente.

Poi ancora gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, dei rimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, dei taxi, delle autoambulanze, dei veicoli adibiti a noleggio con conducente e dei veicoli atipici.

Certificato o tagliando di revisione

Dopo aver fatto la revisione le officine sono tenute a rilasciare un certificato che attesta il controllo. Su questo documento ci sono due tipi di informazioni: dati identificativi dell’auto (o della moto) e informazioni sull’esito del controllo. Di seguito tutti i dati sul certificato di revisione auto

  • la targa di immatricolazione del veicolo;
  • il numero di telaio;
  • la categoria del mezzo;
  • il chilometraggio registrato al momento del controllo;
  • la data e il luogo della revisione;
  • la denominazione del centro che ha svolto la revisione;
  • l’esito del controllo;
  • la data del controllo successivo o la data di scadenza del certificato attuale.

Fonte: https://www.newsauto.it/notizie/revisione-auto-scadenza-ogni-quando-va-fatta-2019-208229/

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10 Lug 2019

RC auto: tariffe scese del 20% in cinque anni, l’annuncio dell’IVASS

Relazione del nuovo presidente IVASS sulla RC auto: le tariffe sono scese di quasi il 20% in cinque anni, ma sta emergendo un problema inaspettato con la scatola nera.

Schettino Group ama informare costantemente i propri lettori/automobilisti in merito alle notizie del mondo automobilistico. L’argomento centrale in questo periodo concerne le tariffe assicurative RCA. In Italia si paga sempre tanto di RC auto ma le tariffe sono comunque scese di quasi il 20% in cinque anni, anche se non tutti sono d’accordo (ne parleremo alla fine). Trend positivo anche per quanto riguarda le differenze territoriali: dal 2013 al 2018 sembra essersi infatti ridotto il differenziale dei premi sul territorio tra la provincia più cara e quella più economica. Resta però il margine a favore dei maggiori competitor europei, dove l’assicurazione auto continua a costare decisamente meno.

RC AUTO, TARIFFE IN RIBASSO GRAZIE A NUOVE NORME E INNOVAZIONE TECNOLOGICA

I numeri sono stati snocciolati dal nuovo presidente dell’IVASS, Fabio Panetta, nel corso della relazione annuale sull’attività svolta dall’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni. Soffermandosi in particolare sul mercato della RC auto in Italia, Panetta ha ricordato che le coperture della responsabilità civile auto rappresentano, vista la loro obbligatorietà, il settore a più diffuso impatto sui cittadini e un impegno costante per l’IVASS. “Le misure intraprese a livello normativo”, ha spiegato il neo presidente, “unitamente al diffuso utilizzo dell’innovazione tecnologica, hanno reso possibile un progressivo contenimento dei costi del sistema e il rafforzamento dei meccanismi concorrenziali, con effetti positivi sui prezzi per gli assicurati”.

TARIFFE RC AUTO IN ITALIA: DA 515 A 415 EURO IN 5 ANNI

Più dettagliatamente, secondo i dati IVASS il premio medio delle tariffe RC auto è diminuito del 19,5% in cinque anni, passando dai 515 euro di fine 2013 ai 415 euro di dicembre 2018. Come anticipavamo, si è ridotta anche la distanza dei prezzi tra la provincia a più alto costo (Napoli) e quella storicamente a costo più basso (Aosta): la differenza è scesa da 380 a 237 euro, un miglioramento che a nostro parere non è ancora sufficiente. Così come risulta inaccettabile il divario a livello internazionale: nel 2018 il premio medio netto in Italia è risultato di nuovo superiore a quello di Francia, Germania e Spagna, seppur con un‘evidente riduzione del gap, da 202 euro nel 2012 a 97 euro nel 2018.

RC AUTO: LA SCATOLA NERA FA DIMINUIRE LE TARIFFE MA FRENA LA CONCORRENZA

La scatola nera continua a piacere agli assicurati italiani. A fine 2018 era presente nel 22,2 % dei contratti, con valori significativamente più elevati nelle province più esposte al rischio di frode. Il suo utilizzo ha certamente contribuito alla riduzione dei prezzi delle polizze RC auto, tuttavia sta emergendo che i clienti con scatola nera sono meno propensi a cambiare compagnia. Conseguenza non troppo positiva, come ha ricordato lo stesso presidente Panetta: “È essenziale il completamento della disciplina sulla portabilità delle scatole nere per evitare che la loro diffusione porti con sé effetti indesiderati sul grado di concorrenza del mercato”.

PREZZI RC AUTO SCESI? LA FEDERCONSUMATORI NON È CONVINTA

Ma tutto questo diminuire di tariffe, forbici e differenze è davvero reale? È la domanda che si è posta Federconsumatori, secondo il cui Osservatorio, che da oltre 10 anni rileva annualmente i costi delle polizze RC autonelle principali città italiane, dal 2013 al 2018 l’importo annuale sarebbe in realtà aumentato di 132,75 euro (+23,3%), con una differenza tra province del nord e province del sud del 53%. Insomma, la solita ‘guerra di cifre’ che vede vincere tutti tranne i cittadini.

Fonte: https://www.sicurauto.it/news/attualita-e-curiosita/rc-auto-tariffe-scese-del-20-in-cinque-anni-lannuncio-dellivass/?intcmp=motori-assicurazioni-costi

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10 Lug 2019

PERCHÉ È NECESSARIO PAGARE IL BOLLO DELL’AUTO

La tassa di circolazione dei veicoli

Spesso il bollo dell’auto è considerata un’incombenza secondaria, soprattutto rispetto ad assicurazione e revisione ad esempio. Il bollo dell’auto nello specifico è un’imposta indiretta regionale che deve essere pagata annualmente dai possessori di un’automobile iscritta al P.R.A. – Pubblico Registro Automobilistico.

Si tratta di una tassa da corrispondere in ogni caso, ovvero sia se il mezzo è in uso ma anche se è fermo ed inutilizzato.

In quali sanzioni si possono incorrere in caso di ritardo

Il bollo dell’auto, come anticipato, deve essere pagato annualmente ed entro il mese successivo a quello di scadenza; se quindi il bollo scade a luglio, è possibile pagare senza incorrere in sanzioni, entro la fine di agosto. Sanzioni che variano a seconda del ritardo nel pagamento.

Se hai superato l’anno di ritardo puoi ricevere un avviso di accertamento dalla regione, che se inadempiuto può avere conseguenze piuttosto pesanti, come il fermo amministrativo, ovvero il blocco del veicolo.
Se la regione non notifica la richiesta di pagamento entro 3 anni dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa regionale deve essere corrisposta, allora cadrà in prescrizione e non sarà necessario pagare; ma non è il caso di correre il rischio, viste le conseguenze onerose.

Mettiti subito in regola con il bollo auto: passa in agenzia!

Per evitare di incorrere in multe e sanzioni e per vivere tranquillamente, senza pensieri di scadenze ed incombenze burocratiche, puoi rivolgerti a noi di Scettino Group: professionisti del settore che si occupano del mondo automobilistico a 360°, dalla consulenza automobilistica alla revisione; dal conseguimento della patente alla riparazione.

Vieni a trovarci nelle nostre agenzie, in breve tempo possiamo verificare la registrazione del mezzo ed eseguire il pagamento del bollo. Desideri ricevere maggiori informazioni su questo o su altri servizi che offriamo da Schettino Group?
Mettiti subito in contatto con noi! Non esitare a contattarci, siamo al tuo servizio

Fonte: https://www.agenziabordignon.com/perche-e-necessario-pagare-il-bollo-dellauto/

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19 Giu 2019

Via libera all’ecobonus per i due ruote

Potranno essere rottamate anche motoveicoli e ciclomotori Euro3. E sarà possibile acquistare anche moto con potenza superiore agli 11 kW

Via libera dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera all’estensione delle agevolazioni per l’acquisto di ciclomotori, moto e microcar elettriche o ibride. L’ulteriore misura del capitolo-ecobonus è prevista da un emendamento M5S al Dl crescita riformulato dai relatori.

 Rottamabili anche gli Euro3

Nella stesura definitiva l’aiuto sosterrà l’acquisto di tutti i veicoli a 2-3-4 ruote, nelle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7e, senza limitazione di potenza, con uno sconto del 30% fino a un massimo di 3mila euro. I mezzi consegnati in rottamazione devo appartenere alle stesse tre famiglie di veicoli, essere di categoria a Euro0 a Euro 3 e possono essere intestati anche a familiari conviventi dell’acquirente.

I problemi che frenano gli incentivi

Purtroppo però l’ulteriore apertura della platea dei mezzi rottamabili continua a scontrarsi con una falla nel sistema informatico che impedisce di portare a termine la procedura di rottamazione. E che costituisce un freno agli incentivi. Infatti circa un milione di ciclomotori appartenenti alle classi Euro0 e 1, immatricolati prima del 2004, ovvero tutti quelli che avevano il vecchio “targhino” e che sono successivamente stati reimmatricolati, non vengono “riconosciuti” dal sistema informatico attraverso il quale i concessionari accedono ai fondi pubblici per ottenere l’erogazione dell’incentivo. In parole povere, per il sistema che eroga i rimborsi, questi mezzi non hanno una classe inquinante di riferimento e quindi tecnicamente non esistono.

Fonte: https://www.dueruote.it/news/attualita/2019/06/17/incentivi-rottamazione-moto-elettriche.html

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06 Giu 2019

Scatola nera e regolatori di velocità obbligatori dal 2022

Con Schettino Group puoi sempre tenerti aggiornato in merito alle novità concernenti il mondo automobilistico. Gli argomenti che tratteremo in questo articolo sono: scatola nera, regolatori di velocità, frenata automatica e blocco motore per chi guida dopo aver bevuto. Questi gli obblighi previsti a partire dal 2022 in Europa. Vediamoli in dettaglio.

Raggiunto l’accordo in Europa per rendere obbligatoria una serie di dispositivi di sicurezza auto: dalla scatola nera ai rilevatori di velocità, passando per il blocco motore per chi guida dopo aver bevuto.

Dispositivi di sicurezza obbligatori dal 2022

Dopo anni di discussioni, il Parlamento europeo e la Commissione degli Stati membri hanno trovato l’accordo sul pacchetto di dotazioni di sicurezza obbligatorie per i veicoli a motore:

  • scatola nera;
  • rilevatori di velocità;
  • frenata automatica;
  • blocco motore per chi guida dopo aver bevuto alcolici.

Obblighi che partiranno dal 2022 per auto, furgoni e mezzi pesanti di nuova immatricolazione (in sostanza le dotazioni non saranno più opzionali), e dal 2024 diventeranno obbligatori per tutti i veicoli in circolazione (dunque bisognerà adeguare alla normativa anche i mezzi immatricolati prima del 2022).

L’accordo c’è ma l’approvazione definitiva potrebbe slittare a settembre 2019. E poi sarà comunque necessario il recepimento della direttiva da parte dei singoli Stati. In attesa di capire se effettivamente entreranno in vigore nei tempi prestabiliti, vediamo nel dettaglio i vari dispositivi di sicurezza auto.

Scatola nera auto

La scatola nera non sarà più una scelta fatta, soprattutto per motivi di convenienza, legata all’assicurazione auto. Diventerà un dispositivo di serie per le nuove immatricolazioni dal 2022 e obbligatorio per le altre vetture a partire dal 2024. La scatola nera è un dispositivo elettronico in grado di dialogare in tempo reale con la centralina di bordo e di raccogliere e conservare dati in forma aggregata.

Regolatori di velocità auto

L’ISA, Intelligent Speed Assistant, già in dotazione oggi su alcuni veicoli, è in grado di conoscere i limiti di velocità del tratto stradale o autostradale che si sta attraversando, mediante telecamera installata sulla vettura o mappe del navigatore. Una volta superato il limite, il veicolo riporta autonomamente la marcia sotto il limite (ma l’automobilista è comunque in grado di premere sull’acceleratore, ignorando il sistema automatico).

Frenata automatica auto

I dispositivi di frenata automatica dovranno essere molto sofisticati, dal momento che dovranno rilevare anche la presenza di pedoni e ciclisti. Soggetti che l’UE ritiene si debbano proteggere, dal momento che i dati sulla mortalità per incidente stradale di chi circola a piedi e su due ruote, non risultano ridursi significativamente negli anni.

Blocco motore per chi guida in stato di ebbrezza

Infine l’accordo europeo impone l’installazione obbligatoria dell’alcolock. Un dispositivo che impone al conducente di eseguire un alcol test prima di poter accedere all’avviamento del motore. Questo dispositivo però riguarderà soltanto i soggetti già sanzionati nel passato per guida in stato d’ebbrezza e dunque non tutti i veicoli.

Al momento però non sono ancora stati individuati metodi e dispositivi che inibiscano la possibilità di aggirare il test, banalmente facendo soffiare una persona sobria al posto di chi, in stato di ebbrezza, decide di mettersi comunque alla guida.

Quanto ci costeranno le nuove auto?

Secondo Etsc (il Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti) i nuovi obblighi sono il provvedimento più importante inerente la sicurezza stradale dopo l’introduzione obbligatoria della cintura di sicurezza e il primo standard per i crash test. Tante novità hanno anche un costo. Tutti i dispositivi menzionati non sono banali e avranno sicuramente un impatto nel costo dell’autovettura. La speranza è che si interverrà con degli incentivi.

Fonte: https://www.6sicuro.it/sicurezza/scatola-nera-auto-regolatori-velocita-obbligatori

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06 Giu 2019

Documenti da tenere in auto o in moto

Quali sono i documenti da tenere in auto o in moto?

Schettino group ricorda agli automobilisti quali sono i documenti da tenere in auto o in moto. Quando si circola sulle strade pubbliche con la propria auto o moto bisogna ricordare di portare con sé tutti i documenti indispensabili da presentare in caso di controllo. Questi sono:

– il certificato di assicurazione

– la patente di guida

– il libretto di circolazione.

Per il certificato di assicurazione, l’obbligatorietà è imposta dal Codice della Strada (articolo 180 comma 1), che in caso di violazione porta all’applicazione da parte delle Forze dell’Ordine di una sanzione amministrativa compresa tra i 41 e i 168 euro (per i soli ciclomotori si va dai 25 ai 99 euro). Tuttavia, una circolare del Ministero dell’Interno del 2016 viene in soccorso di chi dimentica a casa il documento cartaceo: il certificato potrà infatti essere esibito agli agenti in formato digitale sullo smartphone o tramite stampa dello stesso formato online.

Chi invece viaggia con il proprio veicolo senza essere assicurato rischia una sanzione molto più pesante, che varia da un minimo di 849 euro a un massimo di 3.396 euro (oltre al sequestro del mezzo finalizzato alla confisca).

La circolazione senza patente o libretto porta all’applicazione della stessa sanzione vista per il certificato di assicurazione. Si può viaggiare sprovvisti di documenti solo in caso di smarrimento o furto e conseguente rilascio da parte delle Forze dell’Ordine del permesso provvisorio di guida o di circolazione, validi fino alla consegna dei nuovi attestati, che possono essere ricevuti dall’UCO (Ufficio Centrale Operativo) di Roma direttamente presso il proprio domicilio oppure richiesti dal guidatore presso la Motorizzazione Civile.

In calo i guidatori che non si assicurano

Gli ultimi dati dell’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicurative) dicono che in Italia circolano 2,8 milioni di auto sprovviste di una regolare copertura. In totale rappresentano il 6,3% delle vetture totali, con il picco più alto che si raggiunge nel Sud Italia, circa il 10%.

È importante però far notare che c’è stata una diminuzione dell’evasione, visto che nel 2015 le vetture sfioravano i 3,5 milioni, un effetto secondo l’Associazione delle Assicurazioni da attribuire all’entrata in vigore della dematerializzazione dei documenti assicurativi. In particolare, l’introduzione del nuovo tagliando elettronico, con conseguente abolizione del talloncino giallo sul parabrezza, ha costituito un incentivo ad assicurarsi per via degli accertamenti automatici eseguiti dalle Forze di Polizia, che possono verificare la regolarità della polizza in tempo reale tramite l’accesso all’archivio informatico sulle coperture.

Il fenomeno dell’evasione può danneggiare anche gli automobilisti virtuosi. Il guidatore coinvolto in un incidente causato da un mezzo non assicurato potrebbe avere problemi nell’ottenere il giusto risarcimento, visto che il Fondo di Garanzia non è sempre sufficiente a soddisfare tutte le richieste. Il Fondo è uno strumento che copre sia i danneggiamenti alla persona che quelli materiali e viene alimentato da chi paga il premio RC Auto tramite un contributo obbligatorio pari al 2,5% del premio stesso.

Fonte: https://assicurazioni.segugio.it/news-assicurazioni/quali-sono-i-documenti-da-tenere-in-auto-o-in-moto-00022486.html

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24 Mag 2019

Prestito con ipoteca su auto: come funziona e perché non conviene

Alla scoperta del prestito con ipoteca su auto: come funziona questa particolare forma di finanziamento e i motivi per cui conviene poco o non conviene affatto. Consulta Schettino Group: professionalità, preparazione e competenza per illustrarti tutte le novità sul mondo delle auto.

Un’automobile si può comprare, vendere, demolire e anche ipotecare. Quest’ultima possibilità forse non è molto conosciuta ma è del tutto lecita, e serve a garantire il creditore che abbia concesso un prestito al proprietario del mezzo. Può succedere infatti che in assenza di altre garanzie più comuni, come per esempio la busta paga, pur di accedere a un finanziamento per urgente bisogno di liquidità, qualcuno scelga di optare per il prestito con ipoteca su auto, dando in garanzia la propria vettura.

CARATTERISTICHE DEL PRESTITO CON IPOTECA SU AUTO

Questo genere di prestito è possibile perché l’ordinamento italiano ammette l’accensione di un’ipoteca sia sui beni immobili (come la casa). E sia sui beni mobili, come può essere appunto un’autovettura. Nel secondo caso è però necessario che i beni siano riconducibili a una specifica persona, tramite iscrizione o registrazione in appositi registri che ne attestino la titolarità. E guarda caso le automobili soddisfano pienamente questa caratteristica, essendo beni mobili registrati al PRA e quindi ascrivibili a un determinato soggetto, il proprietario. Che a sua volta può dimostrare la titolarità sul bene esibendo il certificato di proprietà e la carta di circolazione, due attestati che dal 2020 saranno unificati nel Documento Unico di Circolazione.

PRESTITO CON IPOTECA SU AUTO: COME FUNZIONA

Ma come funziona, in pratica, il prestito con ipoteca su auto? L’ipoteca automobilistica si costituisce mediante iscrizione nel registro del PRA, tramite notaio, e crea un vincolo sulla vettura senza impedire al proprietario di utilizzarla o di disporne. Ciò significa che durante l’ipoteca (che può durare al massimo 5 anni, rinnovabili) il proprietario può persino vendere o regalare l’auto, in tal caso trasferisce anche l’ipoteca. Al termine del finanziamento, se il debitore ha rispettato il piano d’ammortamento restituendo l’ammontare del prestito più gli interessi, può cancellare l’ipoteca dal PRA (ci vuole di nuovo la firma di un notaio). In caso di inadempienza, invece, la società, l’ente o la persona fisica che ha erogato il prestito recupera il credito rivalendosi sull’automobile. Di solito il pagamento delle rate del prestito avviene mediante cambiali.

PERCHÉ IL PRESTITO CON IPOTECA SU AUTO NON CONVIENE

La procedura del prestito con accensione di ipoteca sull’auto è in sintesi questa. Non è particolarmente complicata eppure se ne sente parlare pochissimo. E sapete perché? Perché non conviene affatto, né al creditore né tanto meno al debitore. Per cui non c’è praticamente nessuno disposto a concederlo. E i motivi sono tanti. Innanzitutto, nonostante risulti difficile crederlo, l’automobile rappresenta una garanzia di scarso valore. Si tratta infatti di un bene soggetto a rapida e costante svalutazione, per non parlare dei rischi connessi all’utilizzo che possono ulteriormente abbassarne la quotazione. Di conseguenza il capitale ottenibile ipotecando la vettura, stimato in circa il 30% del valore dell’auto, è parecchio basso. A meno di ipotecare una supercar o una preziosa auto d’epoca, ma sono ipotesi molto rare. Inoltre i costi di istruttoria sono altissimi, dovendo necessariamente ricorrere a un notaio per l’iscrizione e la successiva cancellazione dell’ipoteca al PRA.

Fonte: https://www.sicurauto.it/guide-utili/pratiche-auto/prestito-con-ipoteca-su-auto-come-funziona-e-perche-non-conviene/

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14 Mag 2019

Nuovo Codice della strada e “strada scolastica”. Novità e cambiamenti

Interessanti modifiche sono state proposte al Codice della strada nel testo base, che dunque potrebbe cambiare decisamente volto. Schettino Group illustra tutte le novità in merito, per aggiornare gli automobilisti sui cambiamenti a cui andranno incontro. Inoltre la commissione ha dato tempo fino al 3 giugno per presentare emendamenti.

Al via l’iter legislativo. Pronto il testo base, si possono presentare emendamenti fino al 3 giugno. Fra le ultime novità la possibilità di entrare in autostrada per le moto leggere, da 120 cc in su e più tutela per gli studenti. Tutte le modifiche approvate e quelle bocciate

Ci siamo, il tanto sbandierato “nuovo” Codice della Strada sta per iniziare il complesso iter legislativo perché il testo base con le modifiche è quasi pronto. La Commissione trasporti della Camera, nella riunione del comitato ristretto di oggi, ha infatti verificato che fossero arrivate tutte le proposte emendative e domani è prevista l’approvazione ufficiale del testo. L’anticipazione è stata svelata da uno dei relatori, Giuseppe Donina.

Per la presentazione degli ultimi emendamenti è stato poi fissato il termine del 3 giugno, dopodiché inizierà la discussione vera e propria. E vedremo come finirà. Di certo un po’ di scetticismo è d’obbligo visto il pasticcio che il governo ha combinato con il sistema anti-abbandono sui seggiolini, slittato in autunno.

In compenso continuano ad arrivare emendamenti e novità. Dopo quella sui controlli con telecamere, tipo Telelaser, per tutte le infrazioni e il via libera a Hoverboard, segway, monopattini e monowheel ora c’è la novità della circolazione sulle autostrade anche di moto e scooter di cilindrata sotto gli attuali 150 cc, ma chi li guida deve essere maggiorenne.

La circolazione sulle autostrade e strade extraurbane viene infatti vietata a velocipedi, ciclomotori, motocicli di cilindrata inferiore “a 120 cc se a motore termico e di potenza fino a 11 kW se a motore elettrico”: “la circolazione è comunque consentita solo a soggetti maggiorenni, muniti di patente A, B o di categoria superiore o muniti da almeno due anni di patente A1 o A2”.

La novità era già stata annunciata, ma ora sembra abbia avuto l’ok definitivo.

Altra importante novità è quella del lancio di un nuovo tipo di strada che si aggiunge alla classificazione esistente: quella di ‘strada scolastica’ per le strade in prossimità di edifici ad uso scolastico. L’idea è quella di “consentire la sosta, il movimento e le manovre connesse” alle scuole. Su queste strade i comuni provvederanno a “stabilire limitazioni alla circolazione almeno negli orari di attività didattica e di ingresso e uscita degli alunni”, adottando almeno una di queste misure: fissare un limite massimo di 30 km/h o inferiore; delimitare zone a traffico limitato.

Fra le norme invece bocciate i 150 in autostrada, il divieto di fumo in auto, mentre la possibilità di andare in bici contromano e di inserire uno spazio ad hoc per i ciclisti davanti agli stop o ai semafori verrà valutata dalle amministrazioni comunali. Si lascia quindi ampia discrezionalità ai sindaci, invitandoli però ad inserire maggiori tutele per i ciclisti.

Vedremo, tutto può ancora succedere nel tormentato iter legislativo del Codice della Strada, fino ad oggi rimaneggiato nell’oltre il 70% dei suoi articoli.

Fonte: https://www.repubblica.it/motori/sezioni/sicurezza/2019/05/13/news/nuovo_codice_della_strada-226184095/

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